multinazionali, governi, stati, tutti hanno bisogno di più soldi, tutti hanno bisogno di banchieri dunque?
banche, nascita
La storia per capire il presente, e il presente per capire la storia. Le banche nascono come si sa, anche se nessuno c’era, con l’evolversi dei banchi dei cambiavalute presenti dappertutto fin dal mondo antico, da sempre dunque, da quando c’è qualcosa che possiamo chiamare moneta. A Siena le chiamavano tavole se la repubblica senese avesse prevalso sulla repubblica fiorentina, chissà.. forse le chiameremmo tavole …
Per rinfrescare la memoria del lettore ed evitargli fatiche nella ricerca Gran Tavola (o Tavola dei Bonsignori) è stata la più importante banca (nei termini di oggi) europea del XIII secolo, fondata a Siena nel 1255 da Orlando Bonsignori.
Le monete che la gente comune usava e che doveva cambiare quando andava da una città all’altra o da uno stato all’altro erano come al solito di due tipi, quelle di gran valore dei super ricchi e quelle di pochissimo valore usate dal popolo, tutte monete a corso legale, cioè accettate per convenzione dalla legge del luogo dove erano state coniate.
Ad esempio nella Firenze del ‘300, quella dei preziosi fiorini circolavano monete meno preziose della repubblica di Pisa che, in quanto di meno valore, circolavano più facilmente ed erano più ricercate. Questo creava un problema per le autorità monetarie, toglieva valore alle monete buone che erao tenute, tesaurizzate si direbbe in linguaggio tecnico, come riserva di valore..
legge di Gresham
Questo fatto da solo dimostra la legge di Gresham una delle poche leggi in economia che danno risultati prevedibili. Per inciso questo potrebbe essere considerato il motivo perché nell’area euro e altrove non sono accettate da chi controlla la moneta doppie circolazioni a corso legale.
In quel passato remoto quando si formavano le idee moderne di banche e di politica monetaria c’era un’altra via per le monete dei nemici o che non interessavano, fondere e coniare di nuovo le monete di metallo più preziose.
signoraggio alla vecchia maniera
Le monete erano coniate dal signore che rappresentava, primum inter pares, l’organizzazione che noi chiamiamo statale. Il signore si teneva una percentuale e questo era chiamato signoraggio, l’aggio del signore. Con le monete nuove e con quelle libere di circolare si potevano pagare le tasse, soprattutto si pagavano i soldati e le guerre che quei signori avevano in cantiere.
Quando le monete venivano da un altro stato ed entravano nelle casse pubbliche prima di immetterle nella circolazione, se non erano accettate per una circolazione parallela, bisognava cambiarle con quelle del posto, andavano nelle zecche per essere fuse e coniate di nuovo.
cambiavalute usurai
Per far circolare le monete tra i vari feudi, comuni, repubbliche, capitanati, signorie che pullulavano (chiamarli stati sarebbe improprio) proliferavano i cambiavalute
I cambiavalute in quel contesto si arricchivano senza produrre nulla di specifico, il risultato era che i più ricchi di loro diventavano tanto ricchi da avere accesso ai più alti livelli del potere pubblico, re, principi, imperatori, sempre alla ricerca di soldi. Ambiente ideale per gli usurai.
Siamo nel seicento, appena dopo il rinascimento, quando prende ulteriormente forma l’attuale sistema denaro oggi più che mai basato sulla moneta fiat. arriviamo al tempo di Amschel Mayer e i suoi figli, di cui abbiamo parlato. Non erano i soli c’erano prima di loro gli Elkann, i Fugger, i Goldsmith, gli Oppenheimer (banca in cui Amschel Mayer fondatore della casa Rothschild aveva lavorato facendo si le ossa) prima ancora avevano fatto scuola i banchieri italiani ma non si erano sufficientemente attrezzati per l’esigibilità dei prestiti.
Un caso tra i tanti diventato paradigmatico. Nel 1339-1345, Edoardo III d’Inghilterra bloccò i pagamenti alle grandi compagnie di banchieri fiorentini dei Bardi e dei Peruzzi, causandone il fallimento, caso molto noto ancora oggi negli ambienti dell’alta finanza.
usurai dal seicento
Nel seicento tutte le corti si erano dotate di un consigliere finanziario privilegiato, un giudeo di corte come lo chiamavano. I vari nobili, ci ripetiamo, erano impegnati nobilmente in altre nobili occupazioni, come le guerre..
Questo sistema è stato in piedi fino alla Prima Guerra Mondiale, fino a a Willy e a Nicky, come ci ha così bene raccontato lo storico Alessandro Barbero, Willy il Kaiser Guglielmo II tedesco e Nicky lo zar russo Nicola II, due cugini, (quelle famiglie erano tutte imparentate tra di loro esattamente come le famiglie dei grandi banchieri usurai) ). Allegramente si erano ficcati nella macelleria della prima guerra mondiale, chissà se si siano fermati a considerare almeno una volta che questo li avrebbe spazzati via dalla scena della storia.
I banchieri nell’ombra avevano già capito che sarebbe successo, qualcuno dice che siano stati loro fare accadere la guerra. Se non lo hanno fatto, i loro soldi di sicuro lo hanno permesso, e loro ne hanno approfittato
Questo gli storici onesti ormai lo hanno capito, c’è rimasta tanta documentazione storica che prova molto bene questo. Gli storici onesti hanno capito anche che i libri di storia scolastici e quelli favoriti dalle grandi case editrici questo lo omettono.
Mi ripeto: le idee non basta scriverle una volta sola per farle circolare, cioè vivere. Quelli che ufficialmente comandavano erano aristocratici, principi o re, ed erano ai vertici della società, si procuravano il danaro con le tasse o con le guerre ma i metalli preziosi presenti nei loro territori erano già da tempo dati in pegno, addirittura in gestione diretta, agli usurai.
commerci internazionali dal neolitico
Un’altra parte della moneta circolante proveniva, allora come oggi, dal commercio anche con popoli molto distanti. Per esempio in Scandinavia, nelle isole dei vichinghi, sono state trovate monete in circolazione nell’impero di Costantinopoli al tempo di Giustiniano (cinquecentocinquanta anni dopo cristo all’incirca).
Il signore o re di quei posti lontani, misteriosi Konungr o Jarl o Hersir se vogliamo chiamarli nella loro lingua, come è stato documentato dagli archeologi tenevano quelle monete, tesaurizzavano si direbbe oggi, vuol dire che gli davano molto valore, erano d’oro e avrebbero permesso a loro di acquistare merci dell’impero romano, finche ha continuato a produrle.
Tracce di scambi commerciali a lunga distanza, ovvero viaggi di merci molto lunghi, sono state scoperte senza ombra di dubbio già alla fine del neolitico (parliamo di più di 3000 anni fa).
tesori dell’antichità
Dappertutto nell’antichità sono stati trovati cumuli di monete che erano state nascoste dai loro proprietari. La maggior parte di queste monete, quelle più ricercate che vuol dire più di valore, quelle adatte ai grandi affari, erano in possesso degli aristocratici, l’oligarchia in cima alla scala gerarchica di ogni reame, repubblica o impero che sia mai stato. Come esempio cito il tesoro di Hoxne trovato in una campagna inglese nel Suffolk, uno dei tanti, il più ricco credo, ritrovati.
I piccioli, come già detto, monete di metalli non preziosi, misture di piombo o altra roba, quando andava bene erano rame, erano in mano al popolo per i loro piccoli scambi, comprare un pezzo di pane, andare all’osteria, un fiasco di vino ecc… Se anche oggi si potesse distinguere il denaro della gente comune dal denaro nelle mani dell’alta finanza si vedrebbe che le cose non sono cambiate, sono soldi diversi comprano cose differenti ma sembrano tutti uguali, sembra che cambino solo le dimensioni.
Piccioli o fiorini che siano i soldi conferiscono a chi li possiede energie, per gli uni permettono di sopravvivere, con una vita di lavoro, agli altri, quelli che ne hanno molti di più di quello che si può immaginare, danno un senso di potere, un’ebbrezza, che arrivata al punto critico, il sistema Epstein e il satanismo.