Borse, dove qualcuno fa i soldi con i soldi
il bisogno di soldi
Il bisogno dei soldi ha sempre accompagnato la vita di grandi e piccoli di quelli di sopra e quelli di sotto. Questo bisogno ha fatto nascere dei mercati dei soldi dove si potessero trovare, chiedendoli in prestito pagando interessi, e dove si potevano offrire somme nelle varie monete di allora al miglior offerente. Ricordo che le monete avevano un valore fluido, volatile direbbero oggi nei palazzi delle borse moderne, condizione ieale per farci speculazioni sopra, i soldi con i soldi.
nascita delle borse
Le prime borse sono nate dove i mercanti si riunivano per comprare e vendere, cioè le grandi fiere in Europa dove si riunivano. Abbiamo documentazioni meno mitiche dopo l’anno mille.
Si chiama borsa, da quel palazzo a Bruges della famiglia Van der Bourse che aveva tre borse nel simbolo araldico dipinto sulla facciata dove si riunivano i mercanti, i banchieri e i cambiavalute nel ‘300 e nel ‘400.
Hammurabi, Grecia, Roma nel maneggio del denaro
Interessante sapere che nel codice di Hammurabi (quattromila duecento e più anni fa) ci sono già accenni a operatori di cambio, prestiti e depositi, e in Grecia antica i “trapezai” erano i banchi dove nell’Atene classica operavano i “trapezites” i cambisti, quelli che facevano i soldi con i soldi.
Gli analoghi nella Roma classica erano gli “argentarii”, una categoria, un’arte si sarebbe detto nel medioevo, venuta dagli etruschi e dalla prima repubblica romana. Lo stesso imperatore Traiano quello del massimo storico dell’estensione dell’impero, uno dei più grandi, veniva da una famiglia di “argentarii” di banchieri diremmo oggi. C’erano le “menses” i banchi, e i “mensuarii” per il maneggio del denaro con titoli di credito, già allora non si spostavano grandi quantità di denaro fisicamente. Ricordo che l’obiettivo qui non è entrare nei particolari.
Per i mercanti, a meno di scambi in compensazioni delle proprie merci (baratto), attività più mitica che realmente documentata a parte casi limitati di scambi estemporanei alla pari nelle fiere, era necessario avere moneta sotto qualsiasi forma. Oggi sulla scena internazionale sta tornando la stessa necessità visto che per lo scambio di petrolio e materie prime, fino a ieri esclusività del dollaro, si stanno facendo guerre e tante grandi nazioni scambiano con le proprie monete.
Le prime borse quotavano il valore del denaro come fosse una merce e si scambiavano lettere di cambio, lettere di credito, impegni, garanzie e robe del genere. Da quel lato niente di nuovo sotto il sole.
i banchiere nelle grandi fiere del medioevo
Nelle località delle grandi fiere in Italia come in Europa o in Inghilterra, in quei grandi raduni periodici di mercanti di sicuro da subito non sono mai mancati i banchieri, gente che cambiava le monete del mondo europeo di allora e che gestiva i vari titoli di credito.
A quel punto è stata naturale un’evoluzione dei grandi mercanti per associarsi prima come compagnie di assicurazione, poi in altri modi, circoli molto esclusici, spesso nascosti che sarebbero diventati un giorno la. massoneria
I banchieri garantivano il denaro, il maledetto denaro. fa emergere senza nessuna fatica il diavolo che c’è in giro, caratteristiche in genere tenute nascoste dietro una facciata per bene. Quante volte abbiamo sentito da qualche amico in confidenza. al bar, davanti a una birra, cose del tipo “io sono contro la politici, rubano tutti” ” e se ti mettessero due milioni in tasca?” ” a beh non ci penserei un minuto.. ruberei anch’io” ecc.. ecc..
le borse da sotto le logge vanno nei bei palazzi
L’evoluzione fu naturale, quelli che erano nel giro dei grandi soldi si sono sistemati in palazzi, dove si sarebbe potuto scambiare i soldi, cioè quotare, vendere e comprare, quello che ancora fanno oggi. Sono nati i locali delle borse.
verità nelle bugie
C’è una parte di verità nelle bugie, anche le più grandi. La mettono i bugiardi più scaltri affinché funzionino le loro bugie. Sto parlando di quotazioni, di informazioni e di valore creduto dagli investitori nei vari titoli.
Per questo motivo, del possesso di informazioni che altri non hanno e dei mezzi per veicolare le loro bugie, a Wall Street e a Londra, e penso delle altre borse di oggi, quelli che stanno sopra non rischiano, sanno cose che gli altri non sanno, dalle loro posizioni manipolano i mercati.
i soldi si comprano la propaganda
A questo proposito è leggendaria la storia dei Rothschild, in particolare di Nathan quello di Londra e della speculazione sulla battaglia di Waterloo. Bisogna sapere che i giornali erano nati da poco. Dopo un inizio ‘eroico’ tipo i primi anni della conquista del West, i Rothschild e quelli come loro ne avevano capito l’importanza e se li erano accaparrati. Nasceva ufficialmente la propaganda occulta anche se è stata teorizzata successivamente da personaggi come Gustave Le Bon, Walter Lippmann, Edward Bernays, il nipote di Freud. I giornali di Nathan facevano circolare le voci che Napoleone era in vantaggio e le cose andavano male per l’esercito del duca di Wellington.
Il giorno della battaglia avevano fatto sapere alla borsa di Londra che tutto era perduto. Non avevano solo giornali, avevano un eccezionale servizio di corrieri. sapevano come stavano andando le cose, ciò nonostante fecero girare la notizia che i prussiani non si erano riuniti all’esercito di Wellington. Tutti vendono loro comprano a prezzi stracciati. Poi arriva la notizia ufficiale e il resto potete immaginarlo, il valore di quei titoli si alza di nuovo e loro diventano ancora più ricchi.
Le borse nella loro essenza non sono mai davvero cambiate, ancora oggi sono gli stessi che controllano la creazione del denaro, le banche, gli stati, le leggi, le guerre e l’informazione che plasmano a piacimento. Nel sistema delle borse tra gli investitori qualcuno guadagna e qualcuno perde, ma chi controlla tutto stando nell’oscurità come lo erano i suoi predecessori, guadagna sempre.