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Lucrezio poeta sapiente

Etsi fallit enim divom genus humanumque,
perpetuo tamen id fore clam diffidere debet.

Traduzione: “infatti anche se inganna la stirpe degli dei e degli uomini deve tuttavia dubitare (diffidere) che ciò possa restare segreto per sempre”. Il poeta si riferisce a chi nasconde la verità, oggi può essere riferito a quelli che manipolano l’opinione pubblica..

Lucrezio riscoperto

Lucrezio che della verità nascosta svelata dal tempo è un esempio perfetto, era stato subito dimenticato già al tempo suo. Nessuno sa né si saprà mai chi era, non ci restano notizie di lui e della sua vita se non accenni vaghi di Cicerone, Virgilio e Ovidio che vi metto qui.

In una lettera al fratello Quinto del 54 a.C., Cicerone scrisse: “Lucretii poemata ut scribis ita sunt, multis luminibus ingenii, multae tamen artis” tradotto: L’opera poetica di Lucrezio è proprio come scrivi: ricca di grandi sprazzi di luci (oggi diremmo di genio), ma anche di grande perizia tecnica.”. Tutto lì, non c’è nient’altro se non in Ovidio un poeta la cui sincerità a quanto pare non era gradita visto che è stato esiliato a vita dall’altra parte del mondo.

50 anni dopo scrive negli Amores libro I cap. 15 versi 23 2 24 “carmina sublimis tunc sunt peritura Lucreti/
exitio terras cum dabit una dies” tradotto: I versi del sublime Lucrezio periranno solo il giorno in cui la fine del mondo distruggerà la terra.

Virgilio non lo nomina mai, non rischia oltre il necessario, ma è evidente che lo conosce e che lo ha studiato a fondo: di sicuro celebra lui e la sua scienza epicurea nelle Georgiche, libro II, verso 489, con il celeberrimo verso “felix qui potuit de rerum cognoscere causas” “felice chi poté conoscere le cause delle cose”.

Al nuovo regime dopo la fine delle guerre civili, ma anche prima, non piaceva un poeta scienziato che affermava che gli dei si disinteressano, ovvero la distruzione della “religio” come strumento di controllo, “instrumentum regni“, non piaceva un epicureo che affermava che l’anima stessa è fatta di atomi, e cos’ via, Un maestro della propaganda come Augusto sapeva bene che il silenzio era meglio di ogni censura,

abbazia di San Gallo e mafia

Il ritrovamento del De rerum natura, l’unica sua opera rimasta (ma basta quella) del poeta latino Tito Lucrezio Caro, è avvenuto per caso nel 1417 nell’abbazia di San Gallo, attuale Svizzera, da Poggio Bracciolini, grande umanista della prima ora.

San Gallo è lo stesso posto dove negli anni ’90 si riunivano vescovi e prelati cattolici ‘complottisti’ per prendere nelle proprie mani il potere sul tesoro del Vaticano e della chiesa cristiana, gruppo passato alla cronaca come la mafia di San Gallo.

Ironia della sorte, un poeta che voleva liberare l’umanità dalle false credenze e un gruppo di religiosi che invece voleva e vuole tenerla legata con le stesse false credenze hanno un punto di contatto nello stesso posto.

Il ritrovamento del manoscritto è stato uno degli eventi più importanti di quel tempo, oggi è considerato l’atto di nascita del Rinascimento.

Qui come altre volte ho detto per altri argomenti non c’è spazio per un libro su Lucrezio, il mio lettore potrà approfondire da sé. Nel caso gradisse dialogare nei commenti avrò il piacere di accompagnarlo in una di quelle avventure in cui ci si rigenera a vicenda lo spirito

Flaubert e la libertà nella storia

La libertà e profondità di pensiero scolpita da Lucrezio con parole e versi monumentali, così è stata celebrata nel contesto di un momento particolare della storia, da Gustave Flaubert in una lettera ad una amica, Madame des Genettes: «Quando gli dèi non c’erano più e Cristo non era ancora apparso, c’è stato un momento unico, che va da Cicerone a Marco Aurelio, in cui l’uomo è stato solo, senza dèi, e non c’era che l’uomo.»

Parlava di quell’epoca del pensiero classico che tanto ha lasciato ai posteri.

i “loro”

Ne parlano tutti gli intellettuali indipendenti, il fronte del dissenso come lo chiama qualcuno. Li chiamano la cupola, le élite, gli oligarchi, i kazari, i padroni universali. gli invisibili, i banchieri e chi più ne ha più ne mette. Non si sa chi sono ma si sa che ci sono e si sa che odiano il resto dell’umanità.

Uso un’immagine di Lucrezio “il vento che scoperchia i tetti , che butta giù gli alberi, che provoca i maremoti  ha certo una grande forza ma noi il vento non lo vediamo.”

Un altro parallelo: Non vediamo la forza di gravità eppure esiste, anche la fisica teorica più avanzata sa che esiste, anche se cerca senza averlo mai trovato, il gravitone, una particella che possa dire che razza di forza sia.

Qualcosa di simile al potere sopra tutto e tutti. Vediamo che c’è, ne sperimentiamo ogni giorno le sue volontà e purtroppo la sua pazzia. ma non sappiamo dove sia e chi siano i suoi sanguinari protagonisti.

Un esempio tra tanti della loro pazzia e del male che fanno. Secondo questa gente e i loro servitori complici un bambino di tre anni potrebbe dire: “voglio cambiare sesso” e nonostante le mutilazioni che ne seguirebbero i suoi genitori non potrebbero impedirlo.

Chiunque siano i capi più capi degli altri nella nostra parte del mondo, dopo un secolo circa di propaganda sfrenata con cui si sono perfettamente defilati facendoci credere di avere uno stato con i rispettivi rappresentanti della comunità e di vivere in un mondo reale quando era invece tutto finto, ora non sono più così nascosti, ora più che mai si sa che le guerre non nascono per caso, ora si sa anche che fanno quello che fanno con e per il controllo della moneta.

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