idealisti state attenti agli ideali

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gli ideali, belli ma pericolosi

Per chi desidera un mondo migliore un consiglio, per primo a me stesso: facciamo attenzione agli ideali.

Anche se ci fosse tanto stato sano, non corrotto, con una propria moneta, non è detto che farebbe gli interessi nazionali.

L’Italia del boom era nella situazione di sembrare sovrana ma conteneva i germi malefici del tradimento. Ricordo una intervista a Mariano Rumor, parlamentare democristiano, sul rapimento Moro. “a me non sarebbe successo, io penso ai fatti miei”. https://it.wikipedia.org/wiki/Mariano_Rumor. Definiva Moro “un uomo pericoloso”, durante il rapimento si opponeva a qualsiasi trattativa per liberarlo. I giornali la chiamavano eufemisticamente la linea dura, oggi sappiamo per chi lavorano i grandi giornali.

Stesso discorso per il regno di Napoli preunitario. Oggi si tende a classificare come invasione e conquista e non come riunificazione la guerra dei garibaldini affiancati dalla marina inglese e da una “legione britannica” https://it.wikipedia.org/wiki/Legione_Britannica

Se arriveranno alle cariche più elevate dell’istituzione statale probabilmente alcuni di loro, se ne avranno l’occasione, ruberanno ma soprattutto tradiranno il loro giuramento e si faranno comprare. Mentre pensavano di rubare si sono fatti degli amici, gente come loro. Nel libro del “che fare” si dovrà pensare a come impedirlo.

Cicerone nel “Laelius, de Amicitia” ce lo ha spiegato con belle parole, va bene l’amicizia dei buoni sentimenti ma in fondo del trattato si può leggere. raccontata da par suo, l’amicizia degli interessi in comune, quella dei “boni viri” gli uomini probi, l’aristocrazia del senato di allora, alla fine della repubblica, che avrebbero dovuto stare coesi di fronte alle minacce che stavano arrivando. Ricordo che lui aveva sostenuto con tutto il suo carisma, e tutto il suo appoggio, gli uccisori di Cesare, anche se non fecero propriamente una azione legale, da buoni amici.

Bruto era addirittura un figlio naturale di Cesare che aveva avuto una relazione con sua madre Servilia,

Sull’ingenuità politica di Cicerone si è scritto molto, la sua pretesa di controllare Ottaviano (..laudandum, ornandum, tollendum..) e appoggiarlo nella sua personale guerra a Marco Antonio, con cui poi si era alleato, gli costò la vita giusto un anno dopo aver scritto quel nobile trattato.

realisti idealisti

Di idealisti che diventano realisti appena arrivati al potere di secondo livello è pieno il mondo. L’uomo è cattivo , diranno tutti, tanto più lo diranno quelli che fanno le peggiori sconcezze. Tali individui c’erano anche al tempo di Machiavelli. il più realistico di tutti, ma, se rileggo l’ultimo capitolo del suo “De Principatibus” titolato “”Exhortatio ad capessendam Italiam” mi viene da credere che anche in lui ci fosse qualcosa, non piccolo, di amore per il sociale. Insomma dai recessi in cui viene scacciato spunta ogni tanto negli individui come nelle società un autentico sentimento di bene e di giustizia.

mente collettiva

Stato, privati, democrazia come tante altre che incidono sulla nostra vita sono “parole omnibus” come le ha chiamate il professor Barbero riferendosi al concetto di popolo, rispecchiano dee confuse, autentiche trappole del linguaggio, un cancro per la mente collettiva, quella entità che dovrebbe dare corpo alla stessa idea di libertà e invece genera la servitù volontaria,,

Lo stato  non esiste mai in astratto, sono sempre individui, uomini con tutti i difetti quasi sempre pessimi, qualche volta con qualche pregio. Sono i migliori per i loro concittadini, ne parlerò se avrò la forza in un altro libro, quello dell’etica e della morale, sono quelli che conservano dentro di sé un certo sentimento sociale, di amore per la propria nazione, un certo rispetto per il futuro e un certo senso senso meraviglioso dell’onore e della giustizia, intendo una una giustizia più naturale di quella dello stato-

Oggi sappiamo che anche la giustizia, come lo stato, sta nelle mani dei multimiliardari privati.

A seguire se i secondi sono in prevalenza, si formerà una cultura prevalente in quel gruppo, i funzionari statali non saranno più servitori dei ricchi potenti ma veri uomini pubblici. 

il principio di autorità in tutti

ll caso di Floyd e di quel movimento costruito a tavolino chiamato Black live matter, i disordini, gli omicidi, le distruzioni che ne sono seguite, tutto era fatto contro il popolo americano bianco.
Questo ci fa essere certi che come esiste un governo unico mondiale (almeno nel mondo occidentale) esiste un unico popolo sulla terra.



Il principio di autorità lo possiamo trovare in tutti, che sia un istinto a sottomettersi, ignavi senza spina dorsale o bravi ometti senza pretese, sia quelli autoritari di nature che l’autorità su qualcuno la cercano come fosse una necessità di vita… Lo abbiamo tirato fuori varie volte ma si sa, repetita iuvant. Quelli che nella società una qualche forma di autorità ce l’hanno per davvero formano un gruppo coeso, più del gruppo di quelli che fanno l’interesse nazionale. Dappertutto la piramide del potere è sempre la stessa, pochissimi in cima, in genere nell’ombra, tanti disposti nei vari livelli, tutti con interessi diversi, ma con qualcosa che li lega tutti.

Diciamo  che il principio di autorità è un istinto perché agisce come un riflesso automatico, nessuno se ne rende conto, non si sa da dove viene ma c’è, fa sì che i tanti si inchinano ai pochi, a chi presumono che sia potente, fa sì che abbiano paura non solo di personaggi in carne e ossa ma solo dell’idea che ci sia qualcuno, un moloch che ti può stroncare la carriera, che può distruggerti o chissà cosa ti potrà mai fare. Strisciano volenterosi finché non diventano essi stessi delle autorità per fare quello che nei loro incubi hanno sempre temuto di subire.

Insieme all’istinto di gruppo il principio di autorità sembra un fattore in tutte le società umane, quelle del passato come quelle del presente, a parte forse piccoli gruppi tribali sperduti in qualche remota foresta sopravvissuta alla modernità. 

le banche specialist, i titoli di debito e il mestiere di Dio

O titoli di debito sono fogli, oggi nemmeno più fogli, solo file in un computer con chi qualcuno si indebita con qualcun altro per avere in cambio moneta creata dal nulla. Specialist sono chiamate quelle pochissime, selezionate banche che accedono alle aste dei titoli pubblici. Sono il modo con cui i grandi usurai immettono denaro in circolazione. Poi lo stato indebitato con le tasse lo ritira e subito corre a dare altro debito. Gli usurai neanvhe a dirlo vanno a nozze. Lloyd Craig Blankfein  a capo per anni della Goldman Sachs banca di investimento tra le più grandi e famose del mondo ci ha lasciato detto ‘facciamo il lavoro di Dio’ anche se non era lui in cima ma solo una pedina.

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