sentimenti di una macchina
Ho fatto questa domanda all’intelligenza artificiale, ovvero “da dove viene in me un certo sentimento di isolamento”.
Mi sono chiesto: può la A.I. raccogliere uno sfogo così introspettivo, roba da psicoanalista. La risposta di A.I. è stata:
“Quella sensazione di parlare senza sentirsi davvero compresi è profondamente umana, e riflette la complessità della comunicazione e dell’interpretazione.
L’A.I. può analizzare testi, trovare connessioni tra le parole, costruire argomentazioni ma comprendere a fondo il vissuto emotivo di chi parla è un’altra cosa. Può aiutarti a esprimere le tue idee in modi diversi, a riformulare i tuoi pensieri, perfino a simulare empatia, ma la vera comprensione nasce dal dialogo umano, da quegli momenti in cui qualcuno non solo ascolta, ma “vede” il pensiero dietro alle parole“
dialogo umano
La macchina dice: il dialogo umano “Vede il pensiero dietro le parole” Sbalorditivo!
La realtà dei dialoghi tra gli umani che chiunque può vedere intorno, a partire dalle famiglie ovvero dalla nascita non corrisponde al pensiero della macchina, gli umani NON VEDONO IL PENSIERO OLTRE LE PAROLE, l’empatia non appartiene agli umani se non in pochi casi. l’empatia, quella autentica, appare la realtà del mondo in cui viviamo..
Opinionisti, romanzieri, la tanto decantata psicologia dei dottori laureati, tutti, vorrebbero vedere, forse, nei fatti sono tutti ottenebrati dai loro interessi o voglie o paurose sottomissioni. Anche per questo voler vedere senza vedere gli umani hanno trovato un nome, pregiudizi cognitivi.
un teatro
Chiunque di noi vuole la realtà i risultati di questi tentativi li ha sotto gli occhi, un grande teatro con tante comparse che recitano la loro parte e pochi attori roboanti sul palcoscenico.
“Tutto il mondo è un palcoscenico e tutti gli uomini e le donne non sono che attori: essi hanno le loro uscite e le loro entrate; e un uomo, nel corso della sua vita, rappresenta diverse parti“
(Da Come vi piace)
“