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AI, ci sono novità

L’intelligenza artificiale sta arrivando a grandi passi Cosa sarà dell’umanesimo classico, e quello del rinascimento, cosa sarà dei grandi pensatori degli artisti, degli scrittori che più hanno indagato i meandri dell’animo umano con le sofferenze, le crudeltà, la vigliaccheria, la servitù volontaria di Etienne de La Boètie, le miserie, ma anche il coraggio, l’amore per la libertà “.. ch’è sì cara, / come sa chi per lei vita rifiuta” il sublime che appare all’improvviso, chiaro anche se nessuno riesce a definirlo, dal marciume del mondo? L’anima sarà cancellata?

In generale prevale l’impressione che la scienza resterà al riparo dalla tempesta, già si pensa di lasciare alla AI le fatiche della ricerca scientifica. Nessuno parla sul chi avrà l’intelligenza politica, se si può definire intelligenza. Quel potere non si lascerà scappare il controllo sui programmatori, da qualunque parte del mondo sarà generata quell’intelligenza artificiale, come nessuno potrà spegnere l’anima dei sognatori. Contateci.

intelligenza, una parola, tanti significati

Ogni forma di intelligenza si riferisce a una sua propria mappa situata, si pensa, nella mente, comunque laddove si forma il pensiero. La mappa è un’ipotesi, è tuttora sconosciuta, i neuroscienziati ci provano, mettono calotte sulla testa, fanno esperimenti, vedono luci a led che si accendono e spengono, segnano qualcosa sui loro tabulati, qualcuno prova anche ad abbozzare qualche equazione, infine fanno relazioni ai congressi ma il mistero dei comportamenti umani non è neppure scalfito. resta fitto.

percorsi della mente

La mente umana arriva a quello che produce con i suoi unici, irripetibili percorsi, ad analizzarli nel profondo si troverà che ogni singolo individuo è arrivato al punto in cui si trova per le sue esperienze. per le opportunità che ha avuto, per le sue capacità di coglierle, e per tanti x.. termini incogniti su cui tutti possono dire la loro. Quando si trova in mezzo agli altri cambia tutto, non è più individuo, diventa folla. diventa una maschera, questo voleva dire in latino persona.

mente scientifica, parte del tutto

La mente scientifica sembra al di fuori del discorso, sembra ordinata, dove i vizi e stupidaggini umane spariscono, dove ogni scienziato passato alla storia ha portato il suo mattoncino con cui ha potuto incidere il suo nome nel gran libro della gloria. Chi fossero come individui interessa poco, più che altro i biografi a caccia di curiosità per i loro lettori. Artisti, letterati, filosofi, religiosi, predicatori, guru, come ogni persona comune si muovono su un terreno paludoso, instabile, dove il confine tra bello e brutto, tra male e bene, è una linea sottilissima che si valica a volte senza neppure accorgersene. Per gli scienziati non si mette in dubbio che la mente sia un bosco oscuro da analizzare, detto in altro modo una mappa dove segnare questi percorsi e intrecci oscuri tanto da sembrare matasse inestricabili. Spesso colui che si sente normale preferisce tagliare corto e chiama la mappa ‘pazzia’.

dove ci porterà la AI?

Dove andremo, noi come specie umana con la AI? Chi può saperlo.. non sono un guru né un predicatore e neppure un opinionista di quelli che sembrano sapere tutto ma non sanno niente. Quello che so che uomini eccellenti, filosofi veri, hanno già pensato nella nostra breve storia a casi di un nuovo potente mezzo entra nella disposizione degli umani. Duemilatrecento e rotti anni fa non sono tanti, gli uomini di allora assomigliano tremendamente agli uomini di adesso nonostante non avessero la carta, non avessero la luce elettrica, l’informatica, le armi da fuoco, le automobili, la televisione, il cinema, la fotografia, nonostante questo alcuni di loro, qui nello specifico Platone, sono riusciti ad arrivare a vette dello spirito e della sapienza che ci fanno pensare ancora oggi quando tutti questi mezzi li abbiamo a disposizione.. ed ora c’è anche la AI.

l’invenzione della scrittura

Fedro figlio di Pitocle del demo di Mirrinunte è stato realmente un aristocratico ateniese, Socrate nell’omonimo dialogo di Platone discute con lui sotto un frondoso platano con un freso fiume, l’Ilisso, in cui bagnare i piedi, di vari temi famosi quello dell’arte dei discorsi, oggi per noi sarebbe la retorica ma non è la stessa cosa, poi l’amore, già trattato nel Simposio anche con lo stesso Fedro, dell’amore, divina follia per cui la bellezza del corpo potrebbe essere un ponte con il mondo ideale, c’é quello famoso della biga alata, l’auriga con due cavalli quello bianco e quello nero uno che tira da una parte e uno dall’altra, ma qui ci interessa il mito della scoperta delle lettere dell’alfabeto e della scrittura, una tecnica rivoluzionari ma che abituerà l’uomo a non tenere dentro di se e vivere in questo modo la conoscenza. ma affidarla agli scritti, al di fuori di sé. Qualcosa di simile fa la AI

L’intelligenza artificiale aiuta moltissimo gli studi ma come l’animo umano non fu annientato dall’invenzione della scrittura anche questa volta potrebbe continuare a vivere. L’intelligenza artificiale con tutte le sue mappe neuralinon sostituirà mai l’animo, non lo conosciamo neppure noi

mappe mentali

Mappe neurali studiate a tavolino con LLM (large language model) un modello di probabilità per simulare il linguaggio umano, non riusciranno mai a generare la pazzia cui ciascuno paga il suo contributo. non riusciranno mai a simulare la consapevolezza che nessuno, se non con frasi confuse e pasticciate, riesce neppure a definire.

Imparare attraverso le mappe mentali di migliaia di programmatori sconosciuti aiuta a far crescere la macchina informatica della AI, certo, questo è sicuro, questo lo fa sviluppando i collegamenti più razionali che tutti, davanti al loro computer possono fare, ma nessuno conosce l’inconscio e nessuno potrà riprodurre quello che non conosce, non basta, nessuno conosce gli istinti come l’evoluzione filogenetica ha creato, e in questo caso si può davvero parlare di creazione.

conosci te stesso

Sviluppare la conoscenza delle connessioni tra i propri pensieri credo che aiuti chiunque voglia conoscere se stesso, fa parte della ricerca dell’uomo, ma quello è un cammino che non vedrà una meta conclusiva.

linguaggio e conoscenza

L’algoritmo un giorno ci dirà quanto il linguaggio, espressione del pensiero, sia il mio, che il tuo, che quello della folla, sia debole. Fuori dall’algoritmo toccherà a noi renderlo più forte e veritiero.

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