principio di autorità

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Il potere tende a corrompere, il potere assoluto tende a corrompere assolutamente. Lord Acton

un istinto primordiale

Principio di autorità definisce un istinto primordiale che ritroviamo nei grandi come nei piccoli, per non parlare dei più umili, che si sentono così umili perché immaginano chi sa quale grande autorità che li sovrasta. L’idea che ci debba essere qualcuno che deve avere autorità crea le gerarchie e la piramide di tutti i sistemi.

Modella tutti i gruppi sociali. anche se qualcuno si ribella.

esperimento Milgram

Un esperimento famoso sull’obbedienza con cavie studenti dell’università di Yale nel 1961 dello psicologo Stanley Milgram.

Un attore in una stanza su una finta sedia elettrica, un finto scienziato in camice bianco che asseriva che quello fosse un esperimento per non so che valutazione della memoria, nell’altra stanza gli “insegnanti” facevano domande all’attore che non vedevano ma sentivano. Se sbagliava comandavano una scossa elettrica da 15 volt in su. Piu salivano i volt delle scosse più l’attore urlava in modo straziante fino ai 300 volt in cui arrivava l’apice e dopo le urla c’era silenzio. Poteva essere morto? no, dopo si avvertivano i rantoli.. fino a 45O volt, dopo silenzio totale. A quel punto per tutti l’attore era morto.

Chiunque avrà conosciuto un elettricista che nella sua carriera ha ricevuto una scossa di 220 volt, un limite. Qualcuno già a quella soglia ci ha rimesso le penne.

Risultati: nel primo esperimento su 40 uomini da 20 a 50 anni il 100% arrivò, pur con segni di disagio a 300 volt, il 65%, molto più della metà, arrivò a 450 volt. Successive repliche anche con donne per un totale di quasi 800 partecipanti confermarono quelle percentuali sia per uomini che per donne.

la banalità del male

La filosofa ebrea Hannah Arendt ci ha lasciato questa splendida definizione del male assoluto in un saggio sul processo a un burocrate nazista piuttosto sfigato che processato in Israele nel 1963 quasi vent’anni dopo la guerra fini per essere giustiziato. L’unico che io ricordi che dopo tanti anni finì a processo e addirittura condannato a morte, per quello ho usato sfigato.

Erano i momenti in cui Abba Eban vice primo ministro di Israele cominciava a istruire i diplomatici a rispondere a chi avesse criticato Israele “siete antisemiti”. Io leggo quel processo anche come parte della poderosa macchina della propaganda israelo-anglosassone che da decenni fino ad oggi irretisce gli ignavi e tormenta chiunque abbia un pensiero critico.

Il gerarca nazista, fino ad allora scappato dalle fiamme dell’inferno, in particolare si occupava di organizzare in modo burocraticamente impeccabile i treni che portavano ai forni crematori le vittime, non solo ebrei ricordiamolo.

Si difendeva come si difendevano tutti, a tutti i livelli della gerarchia del potere, a Norimberga come in tutte le altre sedi in cui in un primo momento qualcuno era incappato e perfino punito. “obbedivo agli ordini” dicevano tutti

il potere rende belli i brutti e i bruttissimi

Il potere rende i potenti diversi, rende i brutti belli, interessanti i noiosi, intelligenti gli ignoranti, qualsiasi cosa dicano o facciano agli occhi di quelli che si sottomettono volontariamente diventa speciale.

Perché lo fanno? Sono contenti dei vantaggi che hanno se li hanno oppure speranzosi di ottenerne prima o poi oppure semplicemente per dolce sudditanza, perché si fa così, incrollabilmente convinti che questo sia il migliore dei mondi possibili?

I ribelli da parte loro criticano tutto, e in questo sembra che abbiano un godimento particolare. Se gli chiedi cosa farebbero al loro posto ti guardano male. Ti fanno pensare che il sistema del grande potere che criticano così ferocemente  possa stare tranquillo. Metto qui a memoria una citazione da Seneca “la prima cosa che devono accettare quelli che vogliono il potere è di sopportare l’odio“.

autorità e la mitraglia della grande guerra

Il principio di autorità fa andare gli uomini docilmente in guerra chiunque sia che lo decida, e docilmente farsi ammazzare magari davanti a una mitraglia che li centra come bersagli mentre sono mandati in un campo aperto anche due volte al giorno, Ogni riferimento alla prima guerre mondiale è voluto.

Il rispetto per l’autorità fa ubbidire a tutto, fa intoccabili i peggiori delinquenti, e se il rispettoso dell’autorità a tutti i costi è messo alle strette se ne esce con un “tanto è tutto sbagliato, è tutto marcio, è tutto un magna magna, rubano tutti” come se improvvisamente fosse diventato più cinico di Machiavelli in persona. Poi finisce lì, e tutto ritorna come prima.

i loro, elite, kazari, soroi ecc..

Spesso si usa per definire chi tiene il potere le parole élite. La fantasia umana in questo caso si è sbizzarrita, l’un per cento dell’uno per cento, le oligarchie, i Kazari, gli askenaziti, i massoni, la cupola, i british invisibles riferendosi sempre a pochissime persone soprattutto sconosciute a parte nomi come Rothschild, Rockefeller, Soros ecc.. ormai conosciuti dal grande pubblico.

Questi padroni del mondo non creano la sottomissione, la utilizzano.

servitù volontaria, complici

Sono i sottomessi volontari di cui abbiamo parlato con le loro varie sfaccettature, di cui già si era accorto un pensatore francese del ‘600, con il suo Discorso sulla servitù volontaria, parlo di Etienne De La Boétie. 

Se trovassimo il nesso tra il sistema economico che stiamo descrivendo e tanti sentimenti occulti della gente, se il potere non fosse quel paradiso che con la sua propaganda si auto descrive a piacimento noi non potremmo concludere altro che siamo complici.

Un ristoro per l’anima.. Gesù Cristo sulla croce ci disse “perdonali, padre, non sanno quello che fanno”

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