gli oligarchi nel pensiero di Platone: dettagli

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Nel Libro VIII della Repubblica (in particolare tra i passi 550c e 556e), Platone analizza le degenerazioni delle forme di governo e spiega che la conflittualità endemica è una delle cause principali che portano al crollo dell’oligarchia e alla nascita della democrazia.
La città è spaccata in due (Stasis) Platone afferma che lo Stato oligarchico non è unito, ma è inevitabilmente diviso in due città contrapposte che tramano continuamente l’una contro l’altra: la città dei ricchi e la città dei poveri.
L’avidità personale e il conflitto tra oligarchi mina la coesione del gruppo degli oligarchi. Platone descrive come, nel tentativo di accumulare sempre più ricchezze a scapito degli altri, i ricchi finiscano per farsi la guerra a vicenda, rubandosi i beni attraverso l’usura e riducendo sul lastrico persino membri della loro stessa classe sociale.
La debolezza militare dovuta ai litigi li porta ad affrontare guerre che finiscono per perdere. Sembra che parli di Trump e della guerra in Iran. Le loro debolezze portano alla nascita del regime democratico.

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