contabilità, inganno dal principio

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l’inganno della prima registrazione contabile

Sul denaro a debito, creato dal nulla, ci sono dettagli che gli intellettuali più preparati in economia non rimarcano a sufficienza

“il diavolo si nasconde nei dettagli” dice la saggezza popolare. Questo non è un dettaglio è alla base di tutto. Nella contabilità a partita doppia ogni registrazione è legata ad un’altra, se una somma è da dare vuol dire che qualcun altro, in un altro conto la deve avere, tutte tranne una la prima, quando con un click su una tastiera la somma creata dal nulla compare all’attivo di qualcuno. Se fossero biglietti è la stessa cosa solo che si avvia una macchina di stampa della carta.

Ma se questa somma è all’attivo di chi è il passivo visto che prima non esisteva? risposta semplice senza sprecare parole

la prima registrazione contabile

Chiunque sia quello che con un click ha creato il denaro a debito ha pensato bene di mettere quella somma al passivo, senza dirlo troppo in giro ovviamente. Questo è il principio di tutte le registrazioni che tengono in piedi il sistema denaro,.

Quanti sono quelli che reggono il mondo?

Quanti sono quelli che reggono il mondo con la creazione del denaro da nulla? Io e non solo io, li chiamo i “loro”. Da un articolo di Joseph Stiglitz su Vanity Fair intitolato: “Of the 1%, by the 1%, for the 1%” successivamente diventato “l’un per cento dell’un per cento”. Questo contare il numero dei “loro” ha avuto fortuna.

con l’un per cento un esercito

Se vogliamo farne una questione di numeri chi materialmente controlla tutti gli altri si può definire un vero e proprio genio. Sa che ogni gruppo si dispone a piramide, sa che lui è la cima e tutti i livelli sotto dipendono da questa cima, anche se non se ne rendono conto. Il collante del gruppo è l’interesse senza merito, la voglia di potere, il desiderio di sentirsiimportanti, in possewsso di una qualsiasi forma di autorità.

Sono un esercito di servi volontari disposti su più livelli, ben felici si servire volontariamente di tenere sotto il loro tallone qualcun altro. In totale i complici sono ben più del un per cento.

Nei dettagli, per quelli che non si vogliono arrendere all’evidenza come fanno i ‘loro’ a trasformare il denaro dal nulla in soldi che hanno un valore? Se creassero il denaro in un deserto quei soldi non avrebbero nessun valore, non si possono neppure mangiare.

Tecnicamente chi crea i soldi dal nulla con quella prima fantomatica scrittura contabile di primo acchito li danno alle loro banche e altre loro grandi aziende finanziarie. Sono stati molto accorti nei secoli a sistemarsi in tutte le grandi realtà della finanza sulla poltrona principale.

Quelle banche che ricevono i primi soldi non sono le piccole banche, quelle di cui ancora ci serviamo vicino a casa, sono grandi banche, le specialist, sono grandi fondi di investimento quelli controllati sempre da ‘loro’ con il sistema delle scatole cinesi di Wall Street o della City.

Qualcuno ha provato a vedere chi sono i soci, sono tutte, nessuna esclusa, controllate con importanti quote da grandi fondi di investimento che ormai sono molto conosciuto, Blackrock, State Street, Vanguard, Fidelity. Curioso come ciascuna abbia quote di proprietà delle altre come fosse una unica grande società.

il bene e il male, qualità emergenti

Ora entriamo in argomenti per cui dovremmo avere l’aiuto dei grandi artisti, i tragici greci, Aristofane, Orazio, Seneca, Dante, Shakespeare chiunque sia stato il suo autore, Čechov, Flaubert, Dostoevskij e tanti altri grandi artisti che l’animo umano lo hanno indagato a fondo, scoprendo paesaggi totalmente inattesi, prima dell’arrivo di Freud e di Jung solo per citarne alcuni che hanno provato a mettere il mistero in termini di scienza.

Quanti sono i collaboratori che formano questo esercito? e quanti sono gli altri? sono intorno a noi dappertutto, possiamo riconoscerli?

Qui potrebbe cominciare un grande discorso sul bene e sul male, sulla morale, o meglio ancora sull’etica, quella parte nel profondo di ciascuno che da individuo lo porta a essere persona cioè la maschera dei latini, un membro di una società, quella che altrove ho definito organismo sociale quindi del tutto equiparabile ad una cellula.

“L’occasione fa l’uomo ladro” dice la saggezza popolare di tutti i tempi, i latini dicevano “occasio furem facit” furem sta per ladro, ma qualcosa del genere si può trovare in tutte le culture. Fuori dal folclore vuol dire che prima quella persona non sembrava avere quella qualità dentro sè.

Qualità non è da prendere necessariamente con una accezione positiva.

Del bene non voglio dire ora tanto complesso appare il suo manifestarsi, Quante volte abbiamo visto chi cercando di fare bene provoca disastri. Non posso non citare il monumentale romanzo di Dostoevskij “l’idiota” con il dramma del principe Myškin e con quello di Nastas’ja Filippovna che avrebbe dovuto essere da lui beneficata.

Della massa tutti gli intellettuali e i ribelli di qualsiasi genere dicono tutto spesso tutto il male possibile. Sono complici, sono ignoranti, vittime inermi della propaganda, sono complici, io vado con ignavi di Dantesca memoria.

Ad osservarli più da vicino sembrano tutti o quasi mansueti, bravi cittadini che osservano le regole, anche le più assurde senza discutere. sembrano educati, raramente si trova quello che non rispetta lo sconosciuto quando lo trova in qualche ufficio.

Poi ad avvicinarsi di più si scopre che sempre parlano male di qualcuno o criticano qualcosa, se li vedi alla partita quanti insulti hanno per l’arbitro se fischia un fallo contro la loro squadra, se devono parlare del governo, solo quando si sentono in confidenza, quante critiche che hanno da fare.

Vien da pensare che anche il loro sembrare essere sempre buoni, sempre mansueti, non sia al fondo della loro anima la loro più genuina natura, vien da pensare che il bene sia per tanti di loro un manifestarsi di una qualità emergente non corrispondente all’essere buoni davvero, piuttosto una qualità emergente che tanto assomiglia alla sottomissione, purtroppo spesso indotta dall’educazione.

una crepa nella diga dell’impero

Con il nuovo millennio tanti si sono messi a studiare la moneta senza più paura, l’aria è cambiata, è come se fosse comparsa una crepa in una diga, una crepa che si allarga sempre di più. Ora potrebbe essere il momenti di fare un ulteriore passo avanti.

I risvegliati, intendo quelli che ora capiscono meglio la creazione della moneta, aumentano ogni giorno di più.

Non sono ancora le grandi masse che irrompono nella storia ma una consapevolezza nuova potrebbe farsi strada. Mi viene in mente il Quarto Stato quel bellissimo, ispirato, quadro di Pelizza da Volpedo, un grande, sfortunato pittore.

la guerra dei risvegliati

Il percorso non è in piano, qualcuno ogni tanto scompare ma ce ne sono subito altri che lo sostituiscono. Alcuni grandi stati-nazione, anche passando per la guerra, si stanno opponendo all’impero neoliberista anglosassone nella forma con cui ha dominato il mondo negli ultimi secoli.

Ora anche da loro lo stesso grado di sviluppo economico con benessere diffuso sta prendendo piede e la tecnologia porta sempre più strumenti per tutti, anche per gli ultimi.

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