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Una domanda alla A.I.

  • 2 Giugno 2025
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Tabella dei Contenuti

Un dialogo con A.I

Ho fatto questa domanda all’intelligenza artificiale, ovvero da dove viene in me un certo sentimento di isolamento.

Mi sono chiesto: può la A.I. raccogliere uno sfogo così introspettivo, roba da psicoanalista. La risposta di A.I. è stata:

Quella sensazione di parlare senza sentirsi davvero compresi è profondamente umana, e riflette la complessità della comunicazione e dell’interpretazione.

L’A.I. può analizzare testi, trovare connessioni tra le parole, costruire argomentazioni ma comprendere a fondo il vissuto emotivo di chi parla è un’altra cosa. Può aiutarti a esprimere le tue idee in modi diversi, a riformulare i tuoi pensieri, perfino a simulare empatia, ma la vera comprensione nasce dal dialogo umano, da quegli momenti in cui qualcuno non solo ascolta, ma “vede” il pensiero dietro alle parole.

“..Vede il pensiero dietro le parole” Sbalorditivo! Con l’intelligenza artificiale sarà per sua stessa ammissione impossibile arrivare all’autentico mondo interno, Anche se a prima vista sembrerebbe controintuitivo un nuovo mezzo di comunicazione non è un progresso di per sé.

Platone e i nuovi mezzi di comunicazione

Mi collego con Platone e al suo mito, l’invenzione dell’alfabeto. (Fedro 274c-276a)

Siamo in  Egitto: il dio Theuth, inventore della matematica, della geometria nonché dell’alfabeto e della scrittura, elogia la scrittura. Rivolgendosi al re egiziano Thamus “La scrittura, dice, renderà gli egiziani più sapienti e aumenterà la loro memoria”.

Il re Thamus non è convinto, pensa che non si potranno avere conoscenze senza l’insegnamento diretto, dal vivo, del maestro.

Attraverso la scrittura non si raggiungerà la conoscenza, ma l’arroganza del sapere, sarà impossibile arrivare alla verità. L’ateniese Fedro, condivide le idee del re e anche Socrate elogia il discorso. L’utilizzo della scrittura sarà disastroso per la memoria, sarà sempre meno usata (“Perciò – afferma Thamus – hai trovato la medicina non della memoria, bensì del richiamare alla memoria”).

La scrittura, infatti, permette solamente di “richiamare alla memoria” attraverso dei simboli, mentre il dialogo e il confronto permettono di arrivare alla verità, che deve essere “partorita” attraverso il discorso.

La scrittura genera l’illusione del sapere, che rimane un messaggio dimenticato in un qualche libro, non più fissato nella coscienza di un ricercatore della verità. Loro lo chiamavano filosofo.

Consiglio di leggerlo in una buona traduzione  dall’originale senza la mia mediazione.

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“È necessario che gli uomini amanti della sapienza siano esperti di molte cose”

«χρὴ γὰρ εὖ μάλα πολλῶν ἵστορας φιλοσόφους ἄνδρας εἶναι»

 
Eraclito: frammento 35 Diels-Kranz

 

 

«Οὔτε τέχνη μελέτης δίχα φαίνεται οὔτε μελέτη τέχνης» 

(oute tecne meletes dicha fainetai oute melete tecnes)

La teoria senza pratica appare cieca così come la pratica senza teoria

Demetrio II della commedia nuova

 

 

“guerra, padre e re di tutte le cose,  gli uni rivelò dèi, gli altri uomini, gli uni fece schiavi, gli altri liberi“

«Πόλεμος πάντων μὲν πατήρ ἐστι, πάντων δὲ βασιλεύς, καὶ τοὺς μὲν θεοὺς ἔδειξε τοὺς δὲ ἀνθρώπους, τοὺς μὲν δούλους epoíēse τοὺς δὲ ἐλευθέρους»

Eraclito: frammento Diels-Kranz

 

 

 

“φύσις κρύπτεσθαι φιλεῖ”

(fusis criptestzai  filei)

la natura ama nascondersi

Eraclito

 

 

«ἦθος ἀνθρώπῳ δαίμων»

(èthos anthrōpō dàimōn)

Traduzione: “Il carattere di un uomo è il suo destino.”

 

Eraclito: frammento B 119 Diels-Kranz

 

 

“οἱ πλεῖστοι κακοί”

(oi plestoi cacoi)

“la maggioranza degli uomini sono cattivi”

 
Biante di Priene un dei 7 saggi antichi

 

 

“Dulce bellum inexpertis”

“la guerra è piacevole per chi non la conosce””

 
Erasmo da Rotterdam

 

 

“Vixere multi fortes ante Agamemnona sed omnes ignoti quia carent poeta”

Prima di Agamennone vissero molti uomini forti. sono rimasti tutti ignoti, erano privi di un poeta

 

Orazio

in face book GB Enrico

mail: gb469111@gmail.com telegram:  GB

sito giovannibruno.net

i commenti sono molto graditi purché nel merito. Sappiamo tutti bene quanto sia segno di ignoranza l’insulto, tanto più senza nessun argomento sensato