Venezia scopre il debito pubblico
Parliamo della Serenissima, parliamo di Venezia. Come funzionava la politica monetaria? C’erano due organi che, almeno sino alla riforma del 1582-83, si affiancavano e si sovrapponevano: gestivano debito pubblico, riscossione delle imposte, monete, sistema bancario. Durante la guerra turca del 1537-40 entrambe le magistrature si occuparono dell’emissione dei titoli del debito pubblico verso privati, i loro ricchi aristocratici. Quelle erano le prime prove viziate da un errore di base, avevano avuto la disgraziata idea di restituire il debito a chi l’aveva sottoscritto. Stavano privando senza rendersene conto la propria economia nazionale del denaro che restituivano. Il debito pubblico moderno, che non si restituisce mai, arriverà dopo con i banchieri del nord europa.
Cosa avrebbe dovuto fare la repubblica? denaro con il denaro, cioè prestare essa stessa denaro soprattutto ad altri stati ed incoraggiarli a spenderli in guerre per poi aver bisogno di altri prestiti. Lo ripeto perché rimanga ben chiaro in mente.
moneta nel rinascimento
La moneta veneziana alla nascita del debito pubblico moderno era estratta da miniere di oro e argento oppure rapinata con la guerra e portata nelle zecche per il conio.
I grandi ricchi di allora, se entravano in possesso di moneta di altri stati e la volevano cambiare in moneta a corso legale nello stato dove vivevano, siccome la moneta buona era per lo più fatta di oro e argento, la facevano fondere e ristampare (coniare) con l’immagine del signore vincitore a cui, neanche a dirlo, bisognava pagare un pizzo, detto signoraggio.
signoraggio primario e secondario
Ora si fa tanta confusione con la parola signoraggio, ora si parla di quello che era, l’aggio del signore, gli intellettuali che non amano le cos semplici lo chiamano signoraggio primario, ora si attribuisce a signoraggio il vantaggio, qualunque sia, che hanno quelli che oggi creano il denaro fiat, e lo chiamano signoraggio secondario.