Il potere non dorme mai

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Come parlare del potere senza parlare della stessa umanità, ma non solo, degli animali, delle piante, della vita tutta.

La questione delle piante, il verde del pianeta, merita una digressione. L’introduzione  recente di cattedre di fisiologia delle piante nelle università, l’intelligenza delle piante di cui ci racconta Stefano Mancuso, il lavoro di tanti altri divulgatori che si possono facilmente trovare in rete e tanto altro ci dicono, anche a noi che non siamo scienziati, della vita complessa di quegli organismi viventi. Il potere riguarda anche loro.

Se vogliamo trattare di potere, limitandoci al nostro mondo, facilmente si arriva ad una universale categoria dello spirito umano, ben oltre la semplice per quanto perversa inclinazione di qualcuno per conquistarlo con ogni mezzo possibile.

Il potere tutti lo vorrebbero, tutti nei fatti lo esercitano, anche solo sui propri figli o conviventi, o lo subiscono, volenti o nolenti, sia dai vicini, sul lavoro, in famiglia, tra gli amici, che dai lontani cioè quelli che hanno occupato le istituzioni, sia quelle locali, nei comuni, che quelle che stanno a Roma. Ora più di ieri è chiaro che lo subiamo ancora di più, ancora più malvagio, da quelli che decidono nell’ombra delle sorti del mondo. Dicono che stiano da qualche parte in America o in Inghilterra ma io credo che siano più sparsi tra le nazioni.

“Cummannari è megghiu ca futtiri” dicono in Sicilia. In tutti i contesti quella gente animalesca possiede di sicuro una eccitazione, un sentimento di grandezza che io e tanti come me, più poeti, più filosofi di me immaginano soltanto.

Il potere fa guadagnare soldi, tanti soldi per quelli che sono nel posto giusto, a prescindere dal merito eppure vale molto di più il potere del denaro.

Si potrebbe, avendo la penna di un Cechov scrivere racconti, oppure scrivere romanzi, come Dostoevskij, penso a ‘I Demoni’ in questo momento, per analizzare i meandri dell’animo umano, si potrebbe andare alle interpretazioni psicanalitiche, agli archetipi di autorità paterne o materne che si installano nei nostri ricordi più reconditi e ci condizionano, il potere lo troveremmo dappertutto.

Se parliamo di politica noi stiamo parlando di potere non di individui, quelli che potremmo analizzare con la lente di ingrandimento in tutte le loro diversità ma stiamo parlando in senso più generale, usando un grandangolo, per osservare la società intera allo stato attuale. Le società umane si susseguono, si formano, svaniscono nel corso della storia senza chi si trova a viverci dentro ne abbia contezza ma qualcosa rimane sempre uguale.

Il contraltare del potere è la libertà, qualsiasi cosa si intenda con libertà. Eretici, anarchici, ribelli o conformisti l’idea di libertà aspetta ancora di essere definita visto che che ciascuno pare avere la sua, visto che solo i matti sembrano davvero liberi, ma qui lasciamo perdere, qui parliamo di politica ovvero di potere.

Partiamo dalla storia del pensiero, prendiamo i grandi, andiamo da Machiavelli, amici. Cominciamo con il metterci quei quattro versi del Foscolo casomai ve li siate persi.: ‘quel grande che temprando lo scettro ai regnatori / gli allor ne sfronda e alle genti svela di che lacrime grondi e di che sangue’. Grande poeta il Foscolo .. ci mostra in poche illuminanti parole il pensiero di Machiavelli il quale con il suo lavoro ci dà una rappresentazione di quello che succede nel mondo del potere, ci mostra il male connesso al suo esercizio.

Nel mondo ideale l’esercizio del potere in qualsiasi stato o repubblica non sarebbe un male di per sé, sarebbe per fare un servizio al popolo o ‘alle genti’ come diceva il Machia con il suo ‘vivissimo scrivere’ ma questo è il mondo dei buoni sentimenti, nel mondo reale quello che succede non appartiene al mondo dei buoni sentimenti.

In Inghilterra, dove visto che tattano di finanza di male se ne intendono chiamano il diavolo familiarmente old Nick, riferimento chiaro a Niccolò Machiavelli.

Anche senza averlo letto né studiato direttamente tutti quelli che mi augurerei fossero i miei lettori conoscono Machiavelli almeno per ‘il fine giustifica i mezzi’ o detti aforistici del tipo se vuoi conservare il potere devi comportarti come ‘la volpe e il lione’ intendendo devi essere astuto e anche feroce.

Pensandoci bene ora succede qualcosa di strano, se si parla di potere ad un certo punto dell’analisi, dopo i soldi, dopo la macroeconomia tutta, arriva una riflessione sulla morale. Ricordo qui che Adam Smith erroneamente considerato da molti l’iniziatore del pensiero economico moderno considerava sé stesso ed era considerato un filosofo morale.

Ognuno di questi temi, morale, politica, potere, ha riempito gli scaffali delle librerie di migliaia di libri di filosofi o come li chiamo io, i ricercatori della verità.

Le riflessioni sulla morale secondo me sono connesse a quelle sul potere.

Nessuno, proprio nessuno, uomo della strada, intellettuale o di qualsiasi altra classe sociale o genere se interrogato dirà che il potere è buono. “Quanta belua sit potestas” fa dire Tacito a Tiberio, primo imperatore romano che inorridito da quello che avrebbe trovato nelle stanza del potere si è allontanato da Roma per non più metterci piede. Che razza di belva è il potere si direbbe oggi, amici, magari in modo meno letterario, di Tacito ce n’è stato uno, ma credo che quell’orrore lo capiscano tutti gli onesti.

Stupisce che la natura nonostante tutto il male connesso all’idea stessa di potere abbia trovato il modo di fare emergere qualcosa, qualsiasi cosa sia, che noi chiamiamo bene, o bello, per arrivare fino al sublime.

Visto che il marcio e il male ci circondano da tutte le parti, avere il potere potrebbe essere come avere un riparo, ma è ingannevole, a chi si trova di conquistarlo il potere garantisce il successo ma non garantisce di essere felice. Che senso ha essere morali si chiede l’uomo di potere? Me lo chiedo anch’io, se lo chiede anche l’ultimo su questa terra, eppure come detto a ben vedere la osserviamo anche nella natura non solo in noi.

Ne parlerò ancora appena possibile, e poi ancora, mi interessa molto capire cosa è il bene e che cosa il male ma qui mi interessa il potere, poi quali sono i meccanismi che tengono insieme la società umana.

Il potere tutti lo cercano, i sottomessi della società non stanno insieme perché sono buoni, obbediscono ad un potere che attribuiscono a qualcuno o a qualche entità che neppure conoscono. Perché lo fanno? Io dico per un principio innato di autorità che qualcuno per forza deve avere su di loro, come se non riuscissero neppure ad immaginare che il mondo potrebbe essere diverso, e questo succede in tutti i gruppi, anche in quelli che messi insieme in una gerarchia formano la piramide del potere.

Sulla scena del mondo anche quelli, invisibili di cui parliamo spesso, che lo hanno a mio avviso sono schiavi del potere.

Raramente la gente, ad analizzarla meglio, più da vicino, sembra davvero buona, tutti a qualsiasi livello, se sollecitati se la cavano con un ‘è tutto un magna magna’ nessuno di loro riesce a spiegare perché si comporta da brava persona all’interno della società o del gruppo in cui vive.

L’etica fa parte della società, non si potrebbe vivere insieme altrimenti, c’è da tutte le parti una richiesta di giustizia eppure l’etica oltre ad un generico istinto di branco non pare ci sia modo di definirla. Non fosse che in questo modello di come va il mondo ci si intrufola sempre qualcosa di imprevisto il bene non sarebbe nient’altro che un collante per tenere insieme il gruppo umano.

Poi c’è la bellezza. Il mondo sarà salvato dalla bellezza ci ha detto il Grande Russo.

Bellezza, arte, amore, genio, passioni che qualcuno disprezza chiamandole non pratiche, illusorie, permettono di stare nel mondo marcio, non si potrebbe vivere senza.

Chi sognando, chi applicandosi con tutto sè stesso ovvero chi spendendosi per fare il bene del prossimo, chi ricercando i segreti della natura e dell’universo, chi studiando tecnica, arte, ingegneria e chi un poco meno di loro ma un poco più del popolo ignaro, si occupa, spinto da un demone come diceva Socrate, di filosofia, ebbene tutta questa gente rende la vita nonostante tutto un’avventura meravigliosa.

Abbiamo risolto tutto? per niente. Il marcio, lo stupido, l’ignorante, il malvagio del mondo è sempre lì, sempre in agguato, per spegnere gli impulsi più belli, per sfruttarli per i proprio basso piacere, per il proprio potere che come dal titolo, non dorme mai.

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