se la contabilità dei grandi soldi non fosse un’arma il debito della collettività andrebbe scritto in altro modo
scritture contabili nelle polis
Le scritture contabili cambiano il valore della moneta. Se il denaro iscritto oggi come debito fosse registrato come liquidità dei cittadini non ci sarebbero interessi da pagare, con tutto quello che ne segue, vorrebbe dire che.. ma qui sto sognando.. per ora.
Dal tempo dell’impero ateniese ci restano documenti che testimoniano scambi con moneta di conto, cioè senza movimenti di moneta reale che allora, ricordiamolo, era moneta metallica. Agli albori della storia della civiltà moderna la moneta metallica era quasi la totalità della moneta che girava ma cominciava ad essere più chiaro che esistono altre forme di moneta.
Moneta di conto, contratti, ancora una volta si parla di moneta come valore creduto, cioè si parla di CREDITO. Se c’è un credito ricordiamolo c’è sempre in corrispondenza biunivoca un DEBITO. Qualcuno a piacimento del creditore, specialmente se questo è dotato di forza militare, prima o poi quel debito lo deve saldare.
La ricchezza dalle polis soggette più che alleate della lega ateniese veniva trasferita con il pagamento dei tributi, con altre concessioni ma anche con l’uso della moneta egemone, coniata dallo stato ateniese, come modello di riferimento per tutte le altre monete. Se volevano comprare beni da altre città dovevano procurarsi la moneta ateniese. Capite bene, amici, che in questo modo le dracme e le tetradracme dell’impero ateniese, la lega era solo una facciata, valevano di più esattamente come il dollaro oggi.
In teoria i tributi dovevano essere un contributo alla lega attica in realtà, il linguaggio orwelliano era già attivo anche allora, ante litteram, quei tributi erano pura predazione mascherata esattamente come sono i pagamenti italiani oggi alla UE, quella invenzione dei grandi capitalisti, i Rothschild, i Rockfeller, Soroi, come li ha chiamati qualcuno, o se preferite altri nomi, degli askenaziti, oggi va anche di moda chiamarli kazari, ecc..
Creduto o meno che sia con un denaro senza limiti si fanno le guerre, si corrompono i governi, si fanno anche le chiese di Satana.
i Meli, Tucidide e il diritto
A chi piace la storia classica la cosiddetta rivolta dei Meli narrata da Tucidide da par suo, fa testo in questo senso.
Ve la riassumo in poche parole, l’isola di Melo, oggi isola di Milo quella della Venere bellissima trovata lì da un contadino mentre arava un campo per intenderci, si era rifiutata di pagare i tributi appellandosi al diritto di neutralità, alla giustizia condivisa, al diritto all’autonomia. Tucidide riporta il discorso dei comandanti ateniesi in risposta al tentativo, ingenuo, di trattare dei Meli. Vi riporto alcune frasi, quelle essenziali.
Gli ateniesi dicono: ‘Noi non vi offriamo tante parole con tante belle frasi.. ora perseguiamo il nostro diritto perché siamo stati offesi; non pretendiamo che crediate di persuaderci che non ci avete fatto alcun torto. Pretendiamo invece che capiate che il diritto vale solo quando c’è uguale necessità per le due parti, mentre chi è più forte fa quello che il suo potere gli consente e chi è più debole cede’. Risultato l’isola è stata distrutta e i suoi abitanti ridotti in schiavitù. Gli schiavi, forza lavoro gratuita erano ricchezza ancora più della moneta.
Qui siamo in Italia amici, e questo ricorda tanto la situazione italiana dal dopoguerra ad oggi nei confronti dell’impero americano.