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stato, privati

parole, parole caramelle non ne voglio più, cantava Mina.

Stato e privati, inganno del linguaggio. Sembrano due concetti contrapposti addirittura antagonisti, ma la realtà dice che l’entità chiamata stato è composta da uomini in carne e ossa, molto potenti visto che per possono disporre di tutta la massa di quelli che credono nello stato come nell’ordine naturale delle cose, una entità terribile e punitiva.

democrazia finta

La democrazia non esiste se non come un altro, doloroso, inganno del linguaggio. Gli stessi che dispongono delle strutture dello stato, della fiscalità, del tesoro, che gli paga gli interessi, del denaro che gli trasferiscono pagando le loro industrie delle armi e tanto altro, delle leggi, della magistratura che le applica o le distorce a loro piacimento, dell’esercito e polizie varie, dei servizi segreti, loro sanno quanto sia decisivo, sono gli stessi che ingiungono di parlare di una fantomatica democrazia. Possiedono anche le televisioni di stato e tutti gli altri media, giornali, riviste. social, canali internet ecc.. salvo rare eccezioni.

Sono privati ma disponendo a piacimento dello stato come fosse un loro giocattolo possono dire in giro di non esserlo, grazie a questo vantaggio hanno in più le loro sterminate ricchezze personali che tendono ad aumentare all’infinito.

Oggi sappiamo per certo, in questo clima tragico di fine di un’epoca e di un impero, sperando che le armi atomiche non cancellino tutto, che tanti di quelli che dovrebbero essere uomini pubblici non lo sono per niente, sono solo approfittatori e servi dei suddetti privati, non hanno certo in mente il bene pubblico.

individui sociali

Eppure nemmeno questo dice tutto, lo stato esiste davvero nell’animo di molti. Anche se sono una minoranza sono molti di più di quanti crediamo, si tratta di individui che credono nel dovere e nel essere fedeli a misteriose leggi morali più che al coacervo delle leggi scritte. Non solo all’interno dell’entità stato ci sono individui del genere, anche tra i privati propriamente detti ci sono tanti, imprenditori, professionisti, semplici lavoratori dipendenti, assicuratori, baristi, idraulici, pieni di passione sociale, onestà e amore per il progresso e per gli altri compagni di viaggio su questa terra.

Sono sicuro che, nonostante tutto il particulare attribuitogli tali individui c’erano anche al tempo di Machiavelli, l’esempio di realismo cinico più brillante e conosciuto, e se rileggo l’ultimo capitolo del suo “De Principatibus” titolato “”Exhortatio ad capessendam Italiam” mi viene da credere che anche in lui ci fosse qualcosa, non piccolo, di amore per il sociale.

mente collettiva

Stato, privati, democrazia come tante altre che incidono sulla nostra vita sono “parole omnibus” come le ha chiamate il professor Barbero riferendosi al concetto di popolo, rispecchiano dee confuse, autentiche trappole del linguaggio, un cancro per la mente collettiva, quella entità che dovrebbe dare corpo alla stessa idea di libertà e invece genera la servitù volontaria. Gli individui fuori alla folla sono diversi.

individui morali

Lo stato  non esiste mai in astratto, sono sempre individui, uomini con tutti i difetti, quasi sempre pessimi, spesso più che pessimi, depravati, qualche volta con qualche pregio.

Questi rari individui sono i migliori che si possano incontrare per i loro concittadini, ne parlerò se avrò la forza in un altro libro, quello dell’etica e della morale, sono quelli che conservano dentro di sé un certo sentimento di amore per la propria nazione, un meraviglioso senso dell’onore e del rispetto per le leggi di una giustizia più naturale di quella che in realtà esiste.

Se questi individui di migliore caratura fossero in prevalenza, si formerebbe una cultura di gruppo, i funzionari statali non sarebbero più servitori dei ricchi potenti ma veri uomini pubblici. 

i buoni e l’autorità

Forse sto solo sognando ma tanti individui speciali io li ho conosciuti e tutti possono come me riconoscerli. Perché dunque non riescono ad emergere, perché non riescono a lasciare un’impronta sulla costituzione reale di una società?

Quelli che nella società una qualche forma di autorità ce l’hanno formano un gruppo coeso, più di quelli che non ce l’hanno, che non formano un gruppo. I cospiratori raramente sono rimasti coesi, anche dopo un primo successo hanno finito per dividersi. Di quelli che vorrebbero fare l’interesse nazionale, dei critici indipendenti non parliamo neppure, sono in perenne lotta tra di loro.

Il principio di autorità lo troviamo in tutti, pessimi, depravati, ignavi, bravi ometti senza pretese ma anche in uomini onesti, tutti di un pezzo,.. e tutti si inchinano ad una qualche autorità.

Dappertutto la piramide del potere è sempre la stessa, pochissimi in cima, tanti disposti nei vari livelli ciascuno con il loro grado di potere, tutti con interessi diversi come quelli che il potere non ce l’hanno, ma nel loro caso con qualcosa che li lega tutti.

Insieme all’istinto di gruppo l’istinto per la ricerca dell’autorità modella tutte le società umane, quelle del passato come quelle del presente.

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