inflazione da domanda e inflazione da offerta
L’inflazione è creduta da tutti, guidati da una sapiente propaganda, una specie di mostro. I tutti di cui parlo sono la gente comune, quella del piano di sotto come dico io, sono quelli che credono senza pensarci troppo alle favole che raccontano i ‘grandi’ economisti dalle nostre parti, favole che raccontano che la paura dell’inflazione sia la causa per cui nell’economia reale c’è continuamente scarsità di denaro.
In realtà la scarsità di denaro in basso serve a drenare denaro che, con il lavoro dei produttori ha preso valore, e farlo arrivare in alto nei conti di quelli che controllano tutto, stati compresi.
linguaggio
Come al solito il linguaggio porta fuori strada. Bisogna stare svegli, amici. Sull’inflazione si pensa di sapere cos’è ma questo è come un idolo, ha l’immagine della teoria che si usa per descriverlo. La realtà dell’inflazione, se ci si presta attenzione, è un’altra cosa da quella teoria, in attesa di essere chiamata con il giusto nome.
Ci sono due tipi di inflazione, quella da domanda e quella da offerta.
Definizioni di base: inflazione da domanda: c’è scarsità di cose da comprare, i prezzi salgono, chi vuole comprare, la domanda, deve sborsare di più. Inflazione da offerta: ci sono tante cose da vendere, fin troppe, per venderle i prezzi scendono, il denaro per comprarli perde valore.
Questa è teoria, in realtà si alzano moltissimo altri tipi di prezzi per servizi, se va bene, non produttivi tipo assicurazioni, avvocati, macchine di lusso, utilità come elettricità, gas e cose del genere, si pagano di più i cosiddetti politici già strapagati, potrei continuare, ma se va male si pagano di più vere e proprie rapine su scala mondiale come il pagamento degli interessi sul debito, armi guerra e altre amenità del genere.
Voglio dire che la maggiore offerta di cose da comprare non rende più ricchi quelli che le producono, non aumentano il valore nominale dei soldi che hanno in tasca.
‘Ogni tanto bisogna separare gli stupidi da loro soldi’ ha detto con sincerità John D. Rockefeller. Se ci sono tanti soldi in più non vanno a loro vanno nel mondo della finanza, questo voleva dire, e in quel mondo sono gli squali più grossi che si mangiano i bocconi più grandi, .. e anche loro come tutti i gruppi hanno un capo.
i capitali del capitalismo
Perché il denaro debba avere valore negli scambi internazionali deve essercene in grandissima quantità da qualche parte, i capitali. Il capitalismo qualsiasi cosa sia è affar loro.
Con che moneta? una che non sia inflazionata, almeno dal punto di vista di chi controlla quei grandi capitali, perché il valore di un dollaro sul mercato delle monete è lo stesso di uno per un trilione di dollari dei grandi capitalisti. Già non pagano tasse, ci mancherebbe ancora che l’inflazione gli mangiasse qualcosa, anche solo qualche decimo di punto in percentuale.
Il potere di creare denaro a piacimento rappresenta il caso più eclatante di inflazione da offerta, il rilevarla dipende solo dal mercato in cui è creata, se il mercato è quello della grande finanza lì l’Istat non si intromette.
L’inflazione nei mercati finanziari è poco osservata ma è altissima, qualcuno dice che l’anno scorso è stata più del duecento per cento. Lì i soldi arrivano a fiumi, di più ad oceani.
I prodotti di quel mercato non sono cose che si mangiano, né che si indossano, né auto, né case, chi non c’è dentro, chi non vive in quel mondo tutti i giorni neppure sospetta che possano essere considerati come prodotti. I prodotti sono titoli, tutti i titoli di stato che fanno i debiti pubblici e altri titoli, obbligazioni, i famigerati derivati, pacchetti rinchiusi nei fondi e cose del genere.
L’inflazione da domanda, amici, nel mondo di oggi c’è anche lei, riguarda i prodotti e i servizi del popolo per il popolo, e viene rilevata dall’Istat. Vuol dire che chi va a comprare al supermercato trova i prezzi più alti e anche le bancarelle in piazza hanno aumentato i prezzi.