se non lo trattate con attenzione il linguaggio è una trappola che qualcuno usa per rubarvi l’anima.
linguaggio, un argomento fondamentale
Ci vuole un bel libro di quelli robusti, pieni di pensiero, di analisi, di tante idee per parlare di linguaggio. Ora andremmo fuori strada, un libro così non si può improvvisare.
Una intuizione poetica potrebbe accorciare la strada, ma le energie non sono infinite, qui, amici, ho scelto un sapere filosofico, meno del singolo argomento, meno dello specialista ma che dall’alto può arrivare a contemplare un paesaggio più vasto.
Ci sono parole di significato tanto generali da diventare senza significato. Una di queste parole è ad esempio cultura. C’è la cultura degli intellettuali di mestiere, più bravi di Socrate nell’arte di farsi pagare.
Chi ha letto qualche libro, possiede qualche nozione, tanti libri, tante nozioni, Sono tutte importanti le nozioni? è quello il sapere? Ho conosciuto un ragazzo che conosce tutte le formazioni della squadra di calcio del cuore degli ultimi 10 anni, ma non riusciva nella vita, litigava con la mamma e anche con il padre. Si può dire che sapeva?
Il professore di latino e greco che non saprebbe parlare di informatica o economia (di politica parlano tutti) e viceversa l’informatico, se quello gli facesse una citazione in latino lo guarderebbe in cagnesco.
L’informatico che sa tutto o quasi delle ultime versioni delle app, del php, o del html, oggi magari anche esperto nel large Language Model ma non ha la minima idea di chi erano le parche, o le moire, penserebbe del suo avversario che sia un arnese del passato
Tante volte io ho visto che entrambi, purtroppo per la società umana, non sanno nulla del sistema della moneta della macroeconomia, ma neppure di tanti altri argomenti che non siano i loro, appena sbocconcellati. Interrogano l’intelligenza artificiale.e ripetono qualcosa a pappagallo.
il piccolo sapere dei filosofi
Pare che adesso ci siano in giro modernisti esaltati che vogliono togliere lo studio della filosofia dai programmi scolastici mentre vogliono mettere la “loro” intelligenza artificiale al comando di tutto. Non specificano questo tutto, vogliono spaventare per l’ennesima volta la gente.
Non temono, come Peter Thiel recentemente di dire questo è il tempo dell’anticristo. serve un katechon, un potere che “trattiene” l’Anticristo. Chi se non loro, i moderni tecocrati, con la potenza militare degli Stati Uniti naturalmente.
Chissà cosa ne pensano i banchieri della city.
la parola amore
Parole contenitori, generiche, tanto da diventare senza significato, ad esempio la parola amore.
Gli antichi filosofi con la loro lingua greca antica così densa di mito, di significati, di poesia, avevano almeno dieci parole per nominare il sentimento dell’amore, Éros (ἔρως) il più noto, neanche a precisare a cosa si riferisce oggi Philía (φιλία) amicizia profonda, duratura e rispettosa Agápe (ἀγάπη) amore spirituale, altruistico, irraggiungibile Storgé (στοργή) l’amore istintivo che lega ad esempio i membri di una famiglia Antéros (ἀντέρως): È l’amore ricambiato. Póthos (πόθος) l’amore per il lontano o irraggiungibile; Hímeros (ἵμερος): amore come desiderio immediato davanti alla bellezza, di qualcuno o qualcuna. Philautía (φιλαυτία): L’amore per se stessi Prágma (πρᾶγμα): L’amore maturo e duraturo Mania (μανία): Un amore ossessivo … potrei dimenticarne qualcuno.
Per approfondire. non più in quello che ragioniamo ma oltre, in quello che ci fa battere il cuore o venire il sangue alla testa vi rimando ad una sterminata produzione di libri, per non parlare di quadri e di musiche.
La parola politica
Ultimo ma non ultimo, visto che sarebbe uno degli argomenti principali di questo libro,, come parola tanto generica da perdere significato c’è la politica. Tutti la usano a modo loro, per nominare cose del tutto differenti.
Quante volte abbiamo sentito dire noi dovremmo dire, noi fare questo o quello.. ma noi chi?’ noi popolo? Chi sarebbe il popolo? nessuno di quelli che sono rappresentanti come popolo, si sente dello stesso gruppo sociale degli altri, a parte pochi amici.
Mi fermo qui per ora, spero di aver fatto pensare qualcuno.
I padroni del discorso
Lorsignori sono consapevoli di quello che può il linguaggio, si sono comprati tutti i giornali e i media. Giulietto Chiesa un coraggioso giornalista li ha chiamati “i padroni universali“.
Gli studiosi del linguaggio, semiologi li chiamano, i biologi evolutivi, gli antropologi, gli etologi dicono che sarebbe l’unica caratteristica che fa la specie umana così dominante sulle altre.
Qualcuno dice che proprio perché hanno il linguaggio, neppure gli umani sono umani manipolano, mentono, non si capiscono, ci sono tante altre specie animali sul pianeta che si capiscono meglio senza parlare.
Troppo spesso sembra che il linguaggio sia fatto apposta per confondere l’intelligenza delle cose. Con le sue narrazioni il potere, quello lassù, più in alto di tutti gli altri poteri, controlla le menti di una grande maggioranza di individui.
Per sottolineare il dominio dei Padroni universali su tutti i media e giornali, giusto per saperlo, è stata coniata l’espressione “i padroni del discorso” dallo scrittore svedese Israel Shamir. Si porta nel nome le sue origini.
il bene e il male nel buio dell’inconscio
Non siamo colpevoli di quello che non sappiamo ma siamo colpevoli di non voler sapere. Il male dell’esistenza si trova allora nella libertà nostra di scegliere
Quelli che scelgono pe il male ad osservarli sembrano meno dilaniati da dilemmi. Il bene che dovrebbe essere libertà nei sogni dei romantici, invece spesso appare come la vera gabbia. Un maestro delle indagini dell’animo umano come Dostoevskij, con il suo principe Mishkin protagonista del “L’idiota” uno dei suoi romanzi fondamentali, ce ne ha parlato da par suo.
Tocca a noi, noi che almeno nelle intenzioni non scegliamo il male, se arrivassimo al bene come reale significato di una esistenza felice vorrebbe dire non essere più vittime del destino, quello che secondo Jung era un modo di chiamare l’inconscio.