potere, re e oligarchie
Il denaro prende per la gola la folla dei dominati, innalza i rari dominanti. Il potere se non ce l’hai tu ce l’ha un altro.
Un tale enunciato possiamo svilupparlo così: il potere se non ce l’hai tu, popolo, ce l’ha un altro, un capo di una oligarchia. Un capo sarà sempre circondato da pochi (oligarchie) molto potenti come è sempre stato, come erano i re anche quelli assoluti circondati da aristocrazie ingombranti. Anche lo stesso Re Sole, all’apice del processo dell’assolutismo, aveva una folla che assisteva dal mattino al suo alzarsi e onorati di assistere alle sue funzioni corporali anzi pagavano somme molto elevate per portare via nel parco di Versailles (non esistevano bagni) i prodotti regali. Cercate in rete Le lever du roi c’è da ridere. Qualcuno pensa che fosse un rituale per tenere sotto controllo umiliandoli, i nobili più di alto rango
Gli aristocratici erano a loro volta circondati da nobili di secondo piano, nel medioevo i valvassori erano circondati da valvassini e così via, sembra uno schema innato del modo in cui si dispone la piramide gerarchica del potere
Napoleone, impero romano, regno di Napoli
Anche Napoleone, l’uomo per i suoi contemporanei, amici o nemici che fossero, più eccezionale del secolo, nonostante sembrasse in possesso del potere assoluto, era circondato da marescialli, da politici e da banchieri.
Leggende… anche se provenivano dal basso nessuno di questi era popolo, tutti, per le loro relazioni o per i loro patrimoni si sentivano di appartenere al potere. Il potere, per legge naturale, risiede in un gruppo non tanto grande ma molto coeso quando si tratta di qualcuno che da fuori lo mette in discussione.
Come esempio di un potere assoluto nelle mani di uno solo potremmo prendere gli imperatori romani, abbiamo minori informazioni ma abbastanza per farci delle idee. Possiamo capire come un grande potere, immenso, spesso faccia impazzire, e come un tale potere si logori dall’interno prima ancora che per gli assalti esterni. L’impero romano, prima che dai barbari fu logorato dalle tasse sproporzionate per mantenere un apparato di nobili, soldati e privilegi finito per essere parassitario, per le lotte interne, per i tradimenti. Quelli che non erano dentro l’apparato dello stato erano chiamati idiotes.
“si parva licet componere magnis” Se è lecito paragonare le cose piccole alle grandi, il regno di Napoli nel 1860 fu abbattuto prima che dagli inglesi con i collusi piemontesi e camice rosse dai tradimenti e dalla corruzione che lo minavano dall’interno (checché ne dicano i movimenti neoborbonici che oggi in un sussulto tardivo di orgoglio si riaffacciano sulla scena).
Stesso identico discorso per la nostra Italia del boom economico e dell’Iri, presa prima ancora che con attentati e omicidi con l’azione dall’interno dei traditori dello stato e della costituzione.
La corruzione costituisce una parte strutturale, importantissima, del sistema denaro.
gruppi al potere, popolo, De Amicitia
Sembra che il potere per una qualche sorta di legge naturale stia sempre in un gruppo, quel gruppo che tu, popolo, non sei. Nessuno degli individui che pure potrebbero essere tuoi membri si sente solidale con gli altri se non in casi particolari, per esempio per qualche ora quando la nazionale di calcio vince la finale del mondiale. Il popolo pare un mosaico di gruppi in genere in numeri molto ristretti, tutti divisi tra di loro, ben lontani dalla massa critica che potrebbe davvero cambiare l’assetto del potere in una società.
Non divago se adesso parlo del De amicitia di Cicerone. Dopo tante belle considerazioni ideali sull’amicizia come dovrebbe essere, con tanti bei propositi di fedeltà, lealtà e tanti altri bei sentimenti, arriva che l’amicizia a parte un fatto privato, più che altro un “dovrebbe essere”, un desiderio, l’amicizia nel mondo che c’è costituisce una forma di coesione politica, come oggi vediamo tra i cosiddetti politici che governano il nostro mondo conto terzi per qualche gruppo invisibile, dappertutto, non solo qui in Italia.
Al tempo di Cicerone quella amicizia era necessaria secondo lui tra i membri della classe dirigente (nobilitas) ancora del vecchio regime repubblicano. Naturalmente il pretesto per tanto interesse era per garantire il bene pubblico. Mutatis mutandis niente è cambiato.
il principio di autorità in tutti gruppi
Anche in quei gruppi che messi insieme in un mondo ideale farebbero quello che noi chiamiamo popolo valgono le stesse leggi dei gruppi di potere che fanno la storia. Le leggi dell’istinto per l’autorità, sia da servire che da combattere, che io metto come un principio innato.
Economia, politica, potere e guerra sono intrecciati indissolubilmente, dipendono da gruppi di persone di cui si può affermare per induzione che siano rette da un innato principio di autorità che li dispone in piramidi gerarchiche. I cosiddetti cani sciolti a quanto sembra possono fare ben poco..
Sia nel nostro essere sociale ma anche a ben vedere anche nel nostro mondo privato potere e politica vanno insieme. Anche in famiglia c’è chi vuol comandare per non parlare di quello che succede nei bar nelle compagnie di amici, o di amiche..
Troppo? per niente. Aristotele ci dice che l’uomo è un animale politico Anche da molto prima da quando vagava da solo o in piccoli gruppi nella savana questo animale bipede forse era politico ma non possiamo esserne certi
dominanti, dominati e libertà
Il gruppo umano produce sempre quelli che lo comandano, i sottomessi sembra ne abbiano bisogno come bambini di una autorità.
Dominanti e dominati sembra un formato convincente per descrivere quello che succede non fosse che di tanto in tanto qualcuno rompe lo schema, più di quelli che si potrebbero supporre.
“libertà va cercando ch’è sì cara/come sa chi per lei vita rifiuta” nel canto primo del Purgatorio così Virgilio presenta a Dante l’anima di Catone l’Uticense, uno dei Romani della gloriosa, plurisecolare, repubblica prima che fosse spazzata via dalle guerre civili. Un esempio famoso che si può mettere all’inizio di un elenco che può essere lunghissimo, solo per parlare dei più famosi
Il creatore, qualsiasi cosa sia, nella sua imperscrutabile universale saggezza ha lasciato all mondo la possibilità sempre di diventare qualcosa di nuovo rispetto a quello che appare nel presente. Non c’è nulla di fermo, tutto scorre. Ora sappiamo che il mondo. non solo la vita, è sempre in evoluzione. In questo noi qui che studiamo il potere includiamo l’essere liberi quando il resto della moltitudine appare sottomessa.