cambia la forma ma banche pare siano una categoria dello spirito
alto medio evo
Ora un salto nell’alto medioevo, quando i banchi dei cambiavalute diventano banche (dall’italiano banco ovviamente) all’inizio in Italia, giusto per ravvivare un poco l’orgoglio nostro di italiani.
Ultimamente dopo tutti i furti della finanza internazionale con sistemi astrusi tipo derivati per esempio, e con tante cessioni di sovranità’ dopo tanta violenza, omicidi, attentati, propaganda sotto forma di informazione, di guerre a cui ci tirano per la giacca, ne abbiamo .proprio bisogno
Di questo periodo sono rimaste tante più informazioni, su come sono nati i depositi, con interessi più o meno mascherati visto che la chiesa ufficialmente li proibiva, su come i primi banchieri vedendo che i depositi non venivano ritirati hanno cominciato a lucrare con le riserve di metalli preziosi che avevano nelle casse. Davano in prestito molto di più di quello che avevano in deposito. Usavano il credito. Le regole contabili sono sempre state scritte per quelli di sotto.
Dopo i banchieri italiani traditi dai re a cui davano prestito, i banchieri del centro europa hanno cominciato a capire come chiedere le garanzie. I principi, i re e i signori erano sempre in guerra per cui sempre alla ricerca di soldi, ricordiamolo. Le teste coronate aristocraticamente distaccate dalle seccature della gestione del denaro lasciavano fare.
papi medicei
Un caso di cui ho già parlato merita un approfondimento con qualche dettaglio in più : i papi medicei. Leone X, si chiamava Giovanni ed era figlio di Lorenzo il Magnifico, e Clemente VII, si chiamava Giulio ed era figlio di Giuliano, il fratello di Lorenzo, ucciso durante la congiura dei Pazzi. I Medici come famiglia sembravano arrivati all’apice. La ricchezza e la bellezza del Rinascimento italiano era tutta intorno a loro. Ma c’era un tarlo che rodeva il loro potere. Basta sapere a proposito che il loro padre e il loro zio Lorenzo ebbe a dire orgoglioso a Angelo Tani un socio maggioritario della banca Medici ‘.. io non so niente di attività bancaria’.
Quando dopo le spese grandi, oltre al ritratto di Raffaello, almeno quello regalo per tutta la posterità, di papa Leone X , seguite dalle spese del cugino Giulio figlio di Giuliano ucciso durante la famosa congiura dei Pazzi, altrettanto munifico con le opere d’arte, nella situazione così tumultuosa di allora ha la grande pensata nel 1526 di licenziare addirittura gran parte dell’esercito papale. Il 6 maggio del 1527 arriva il sacco di Roma, il papa Clemente VII si rifugia in Castel Sant’Angelo. Vista l’inettitudine politica dei papi medicei la situazione è pronta per decidere la storia futura dell’Italia delle signorie.
i Fugger con le mazzette
Dalla Germania Fugger manda procuratori con sacchi di soldi corrompere il papa, inoltre dopo il trauma del sacco a titolo di regalo gli fa avere una guardia, le guardie svizzere, allora ritenute tra i migliori soldati in circolazione, che ancora oggi sono in vaticano a fare bella mostra di sé con le loro alabarde e i loro cappelli piumati.
Il risultato ormai lo conosciamo. Il banchiere di turno, come non bastassero i lauti interessi, a garanzia del rimborso dei suoi prestiti ottenne la gestione delle miniere di allume di potassio del monte Amiata e il controllo delle finanze del papa.
Nel 1410 il fratello di Benedetto de’ Bardi per conto di Giovanni de’ Bicci quello che con Cosimo il Grande farà grande la banca Medici era diventato ‘depositario generale del papato’, gestore delle finanze dei papi secondo il linguaggio di oggi. Dopo più di un secolo quel posto strategico ora era passato di mano.
In quel momento della storia dopo un periodo in cui nei comuni liberi e nelle città si era fatta strada l’idea che i borghesi, intesi come quelli che stavano nel borgo, la massa dei lavoratori salariati, i loro imprenditori, i commercianti di nuova fortuna potessero andare direttamente al governo escludendo quelli che erano detti i magnati, quelli fuori dalle città che possedevano villaggi latifondi e castelli. Rendite dal passato.
I magnati provenivano senza soluzione di continuità dal basso medioevo, erano possessori di grandi rendite, non erano produttori di beni, soprattutto erano per tradizione guerrieri, possedevano l’arte militare e potevano muovere schiere di contadini dei loro feudi come fanti o scudieri per le loro lance..
rivolte del Medio Evo
Abbiamo già parlato delle rivolte del trecento, io dico sono stati esperimenti sociali anche se nessuno se ne rendeva conto, i Ciompi a firenze nel 1378, la jacquerie in Francia del 1358, in Inghilterra la “peasants’ revolt” , la rivolta dei contadini supertassati di Wat Tyler nel 1381. Come se nell’aria ci fosse qualcosa che unisce l’evolversi delle società anche in quei tempi in cui per la distanza fisica non potevano arrivare troppe notizie da fuori in tempo reale. Spesso nella storia accadono le stesse cose in posti molto lontani tra di loro, come se ci fossero collegamenti non apparenti. Qualcuno parla delle energie della fisica quantistica ma, nell’epoca della scienza che deve essere provata, non vorrei esagerare.
Il tentativo più democratico dal basso è stato sicuramente quello di Firenze, detto dei Ciompi, in città dove c’era già una specie di governo popolare, quelle altre erano rivolte contro i nobili locali ma nessuno di loro pensava di mettere in discussione il re che da quelle parti già c’era, né tantomeno la struttura sociale.
Comunque sia anche nell’Italia di fine medioevo inizio rinascimento il principio di autorità innato nell’uomo, ovvero la propensione della gente a mettersi in fila dietro un capo in qualsiasi gruppo, circolo, partito si trovi, avrebbe presto portato al potere prima un capitano del popolo poi un signore con tanti saluti al potere proveniente direttamente dal basso.
Gli impulsi democratici dei comuni sono stati presto abbandonati, il signore con una elite di suoi simili e con la sua famiglia avrebbe presto preso tutto il potere. Borse e elezioni sarebbero state presto dimenticate da chi era al potere. Quello era il loro tempo.
Dopo questo periodo il nuovo signore avrebbe fatto di tutto per essere accettato nella cerchia internazionale degli aristocratici di sangue. per una ascesa sociale avrebbe pagato il papa per il titolo di marchese, l’imperatore per il titolo di duca. I nuovi signori, già progrediti dal ruolo di capitani del popolo, per quel titolo pagavano un sacco di soldi. Quei soldi li facevano con le guerre ma anche con le tasse prelevate da quello che un tempo non troppo lontano era il loro popolo. Oppure se li facevano prestare.
Con i titoli nobiliari messi artisticamente nello stemma del loro casato i nuovi marchesi o duchi sono diventati anche principi del loro staterello. A quel ruolo Machiavelli avrebbe dedicato il suo libretto famosissimo. I re assoluti de l’etat c’est moi erano da venire, tra poco sarebbe arrivato il loro tempo. Anche loro, per la loro grandeur, dopo aver spremuto i popoli con le tasse avrebbero dovuto giocoforza rivolgersi agli usurai. Luigi XIV e tutte le sue guerre, con le condizioni finanziarie in cui ha lasciato la Francia sarebbero da studiare più a fondo..
da signorie a aristocrazie
Prestiti, giudei di corte, usurai. Questo avrebbe determinato la fine della loro predominanza storica come gruppi di potere ma loro non lo sapevano. ci sarebbero state necessarie le due guerre mondiali, la prima e la seconda, una collegata all’altra come due tempi di uno stesso film, perché questo diventasse chiarissimo a tutti. E non è ancora finita.
Mentre l’epoca dell’aristocrazia stava avanzando a grandi passi i gruppi di potere degli usurai si erano già formati da tempo nell’ombra. Avevano già capito molte cose, riunirsi in segreto senza fare molto chiasso, essere molto solidali tra loro, non essere legati a nessun popolo o nazione ovvero essere apolidi come si dice oggi.
I nuovi signori come quelli di prima continuavano a farsi la guerra tra di loro e per quello avevano bisogno di tanti soldi. Indovinate a chi si rivolgevano per averli in prestito.
Non si può fare a meno di osservare che quando parliamo di soldi cioè di economia noi stiamo parlando di politica, e quando parliamo di politica parliamo di guerra, Von Clausewitz definiva politica la prosecuzione della guerra con altri mezzi, oggi sembra che quella distanza si sia ridotta se non annullata.