Tasse, benedizione degli usurai
Le tasse sono sempre state nel mirino dei banchieri prestatori di denaro ai re e principi. Furono soprattutto quelli del nord Europa a specializzarsi nel richiedere come garanzia del prestito il controllo soprattutto del sistema fiscale, oltre che controllo diretto come concessione su miniere e e beni vari.
Ancora oggi, nel 2027, fate caso a quanta attenzione i banchieri hanno per la riscossione delle tasse e per l’indefinito aumento della tassazione. Non si accontentano più di avere i governi al loro servizio, ora la UE, una loro creatura, si appresta a mettere le mani direttamente sul sistema fiscale con possibilità di introdurre nuove tasse a sua insindacabile discrezione. Se mai ce ne fosse un residuo questo significherebbe l’addio agli stati nazionali.
Storia dei prestatori di denaro agli stati
I banchieri italiani furono travolti dalle insolvenze dei re Inglesi. Edoardo I fine 1200 fece fallire i Ricciardi di Lucca, Edoardo III più di cento anni dopo fece lo stesso con i Bardi e i Peruzzi.. Dopo altri cent’anni e più durante la guerra delle due rose per insolvenze sia dei Lancaster che dei York toccò alla banca dei medici.
I banchieri italiani persero il primato, troppo poco avveduti. Molto più accorti furono i banchieri del nord senza allargarsi troppo basta citare Jacob Fugger, ‘il ricco’ quello che ha prestato i soldi a Carlo V per farlo eleggere imperatore. Non li diede sulla fiducia, si fece dare in gestione diretta il fisco in Spagna e monopoli e concessioni per lo sfruttamento minerario, miniere d’argento, di rame e di mercurio.
Il banchiere si ea già inserito tra i finanziatori dei papi all’inizio del cinquecento ottenendo la concessione per lo sfruttamento dei giacimenti di allume del monte della Tolfa e sottraendo la concessione aiMedici.
Il sale di alluminio e potassio era fondamentale come come mordente per fissare i colori brillanti su lana e seta, per la concia delle pelli, e in molti altri campi. Valeva quanto il petrolio oggi..
divisioni e inizio del declino d’Italia
Qualcosa ancora da sapere sui Fugger, in particolare sul figlio Anton, visto che Jacob ‘il ricco’ era morto nel 1525, Fu lui che si occupò dei tesori della chiesa dopo il sacco di Roma del 1527, in pratica si occupò di riciclare gran parte del bottino che era stato razziato proprio come fanno ancora oggi le grandi banche alle isole Caiman, a Panama o negli altri paradisi fiscali. Niente di nuovo.
Il saccheggio della Roma del Rinascimento poté avvenire principalmente per l’insipienza di papa Clemente VII, un figlio illegittimo di Giuliano de’ Medici, il fratello di Lorenzo il Magnifico, quello ucciso nella congiura dei Pazzi. e a mio avviso anche per il tradimento più che vigliaccheria di Francesco Maria della Rovere capo delle truppe della lega di Cognac, francesi, italianivoluta dal papa prima del sacco, che avrebbe dovuto combattere contro l’esercito imperiale di Carlo V..
Il figlio di Giuliano de’ Medici papa Clemente VII anni prima aveva pensato bene di togliere il ducato di Urbino a Franceso Maria della Rovere, anche se poi gli era stato restituito.
Al tempo della battaglia di Pavia nel 1525 il papa era alleato con Carlo V, dopo la vittoria degli imperiali aveva pensato bene di tradirlo, secondo gli usi degli stati italiani di allora, e di cambiare alleanza. Con i francesi aveva fondato la lega di Cognac per combattere gli imperiali. Temeva che Carlo V prendesse troppo potere.
ultimo guerriero del Rinascimento
L’unico che cercò di opporsi alla calata dei Lanzichenecchi fu il figlio di Caterina Sforza Giovanni de’ Medici detto Giovanni delle Bande Nere, le sue genti lo chiamavano il Gran Diavolo per la sua aggressività e le sue doti di guerriero. L’anno prima era con i francesi di Francesco I, lo sconfitto di Pavia, ma ferito non aveva partecipato alla battaglia. Ora con il papa Medici ritornato dalla parte francese era nella Lega anti imperiale a scontrarsi con i lanzichenecchi che erano una parte non molto sotto controllo dell’esercito di Carlo V.
Vicino a Mantova, a Governolo, durante uno scontro marginale, più che altro una imboscata, fu ferito da un falconetto, un piccolo cannone portatile, concesso in uso agli imperiali secondo quello che riporta Guicciardini, dal signore di Ferrara Alfonso I d’Este. tanto per rimarcare a che livello fosse l’unità degli italiani a quel tempo.
Dopo tre o quattro giorni Giovanni dalle Bande Nere, portato a Mantova, nonostante fosse stato amputato della gamba, morì di cancrena. Da lì i lanzichenecchi furono liberi di proseguire la loro discesa verso Roma.
L’esercito della lega con a capo Francesco Maria della Rovere li seguì a distanza senza mai provare a fermarli. Motivo? il Della Rovere aveva il dente avvelenato con papa Medici che gli aveva tolto il ducato di Urbino ma non basta, era anche a capo delle truppe veneziane che ora erano nella lega anti imperiale.
Anche se non ho trovato riscontro negli storici che ho letto sono convinto che i veneziani non erano tanto entusiasti di aiutare il papa.. Anni prima al tempo di Agnadello i papisti di Giulio II erano con i francesi che avevano provato ad invadere il loro stato di terra infliggendo ai veneziani una grave sconfitta.
Ce ne è abbastanza, credo, per rendere il clima delle guerre d’Italia quando cominciò il suo declino. Non mi dilungo oltre. Il mio lettore ha capito.
tasse, maledizione
Per la moltitudine le tasse sono sempre state una maledizione.
Verso la fine dell’impero romano di occidente Lattanzio al capitolo 7 del suo “De mortibus persecutorum” tradotto “Così morirono i persecutori” scritto nel 313-314 d. C. riporta in poche parole come scolpite del marmo i motivi di una profonda crisi:
“A tal punto il numero di coloro che ricevevano aveva iniziato a essere maggiore di quello di coloro che davano” In latino: «Adeo maior esse coeperat numerus accipientium quam dantium»
Questo accadeva in piena assurda riforma burocratica e dei prezzi di Diocleziano, un imperatore che con molte delle sue scelte cervellotiche spinse verso la disgregazione un grande impero.. Ricordo che impose i prezzi do tutti i beni e servizi dell’economia di allora, in particolare i beni di prima necessita, per decreto legge
Tanti storici poco abituati a considerare le leggi dell’economia ne hanno parlato in vari modi, spesso bene, in realtà con lui è diventata ufficialmente, inesorabile, la fine di Roma, parte occidentale.
Lattanzio aveva nel mirino Diocleziano per aver moltiplicato a dismisura i ruoli burocratici, i dipartimenti pubblici e le spese militari, in poche parole la “macchina statale”, scaricando l’insostenibile peso economico sulla classe dei produttori privati, in particolare i coltivatori e i commercianti, ridotti alla fame dai tributi.
Già a quell’epoca dopo il disastroso terzo secolo di guerre, con nessuna nuova conquista ma con tante dispendiose guerre civili, il peso delle tasse era così insopportabile che tanti “idiotes” ovvero quelli che non vivevano di denaro pubblico e che non erano tra la ristretta cerchia dei grandi latifondisti, preferivano scappare tra i barbari piuttosto che restare nell’inferno in cui si stava trasformando per loro l’impero.
tasse del tardo impero
Sotto l’imperatore Diocleziano, le tasse più odiose: iugatio era il legare le viti ad un palo o a un pergolato diventò la tassa per i campi più piccoli, dove poteva campare, male, una singola famiglia ma la capitatio era ancora più odiosa, caput era una testa per cui per ognuno di questi contadini, vecchi, bambini o neonati compresi, bisognava pagare.
Per le fonti metto qui per il mio lettore un passo di Zosimo nella “storia nuova”, secondo libro:
« così alla scadenza dei quattro anni, quando bisognava pagare il tributo, non c’era città in cui non si udissero pianti e lamenti; e quando si giungeva al momento della riscossione, le frustate e le torture erano applicate a quanti, a causa della loro estrema povertà, non potevano pagare. Le madri arrivarono addirittura a vendere i loro figli e i padri prostituirono le figlie, costrette a versare il ricavato della loro attività agli esattori del crisargiro.»
Per i latini il crisagiro era la collazio lustralis
Ci sono altri scrittori antichi che ne parlano ad esempio lo storico Salviano di Marsiglia nel suo “De gubernatione dei” ecc..
Anche qui un lavoro piuù dettagliato va lasciato agli storici di professione. Per quel che serve quicredo che una volta di più la storia ci aiuti a capire il presente.
tasse da maledizione alla gioia
Sembra il racconto di un pazzo da lasciare alla penna di un nuovo Gogol ma dentro questo lavoro ce ne è abbastanza per poter dire: “Abolendo il denaro fiat gli oligarchi dovrebbero mettersi a produrre beni reali o scomparire”
il nome tasse
Abolendo il denaro si perderebbe anche la necessità del nome, le tasse dall’essere una estorsione dei governatori per conto degli usurai potrebbero diventare controllo della liquidità in eccesso, ma queste allo stato attuale sono solo fantasie.
Io sono assolutamente sicuro che se chi tiene i conti, in modo onesto, della collettività trovasse necessario ridurre la liquidità in circolazione e chiedere diciamo un dieci o venti per cento, non di più, del reddito a tutti, ricchi o meno ricchi tutti correrebbero a versare con gioia, sì, con autentica gioia.
non ci sarebbe più bisogno..
Non ci sarebbe da mantenere un apparato enorme, costosissimo per riscuotere le tasse ora chieste in grande eccesso, a cui le imprese più piccole non riescono a fare fronte, tutte energie liberate per chi sa che traguardi..
non ci sarebbe più bisogno di guerre, viviamo nel mondo di gran lunga più ricco che ci sia mai stato, inoltre potrebbe essere sanato una dicotomia troppo poco osservata
lavoratori statali e privati
La classe di quelli che vivono di stato potrebbe essere del tutto equiparata agli idiotes di cui si parlava.. i lavortori privati, stessi diritti stesse garanzie, stessi rischi, stesse responsabilità.
i super ricchi sarebbero visti anche loro con scarpe grosse in campagna o con un grembiule in fabbrica, come faceva il grande Adriano Olivetti.. quanto si potrebbe andare avanti…Non c’è nulla che nell’esistenza che non sia generato da un sogno. Che fare dunque?
All’inizio dell’esplosione capitalista nell’ottocento il sogno americano era ben vivo Chi tra gli intellettuali non ricorda Alexis De Tocqueville con il suo La democrazia in America oppure dal lato opposto i sogni della Comune di Parigi, o della rivoluzione russa, sia di qua che di là sogni di una nuova era dell’oro
Se sono falliti non vuol dire che i sogni di una società e di una vita migliore non avevano diritto di esistere, vuol dire che il loro piano attuativo non esisteva, o non concepiva i demoni che la natura umana genera.a bizzeffe..
tasse degli aristocratici nella storia
Nel tardo impero i grandi non pagavano le tasse, la rivoluzione francese è cominciata quando Luigi XVI con la convocazione degli stati generali per ridurre l’enorme debito pubblico aveva manifestato l’intenzione di chiedere proporzionali e sostanziosi contributi fiscali all’aristocrazia fino ad allora quasi del tutto esente,aveva inteso di chiedere le tasse anche all’aristocrazia, oggi le grandi corporazioni multinazionali, tipo Amazon, Google, Facebook per proseguire con tutti i tutti i colossi della grande finanza con sedi nei paradisi fiscali, non pagano le tasse. Ancora una volta la storia cambia le forme ma non cambia la sostanza.
tasse degli oligarchi oggi
Ormai sappiamo bene a chi appartengono tutte quelle grandi realtà, secondo lo schema piramidale delle società quotate a wall street. Ormai sappiamo che stato e privati sono idee confuse, di più, sono autentiche trappole del linguaggio per la mente collettiva e per le singole menti di conseguenza. Ebbene, qualcuno le paga le tasse però, e tanto. Chi sono amici, questo lo sapete, siete voi.
L’organizzazione ProPublica con sede a New York sul suo sito web afferma che il proprietario di Amazon Jeff Bezos non ha pagato alcuna tassa federale nel 2007 e nel 2011 e Elon Musk, il leader di Tesla, non ha pagato alcuna tassa nel 2018. Jeff Bezos ed Elon Musk sono tra le persone più ricche del mondo.
L’imprenditore e politico Michael Bloomberg, l’uomo d’affari Carl Icahn e il “filantropo” George Soros hanno anche loro evitato di pagare tutte le tasse federali per diversi anni, aggiunge il rapporto. Si può andare avanti..
Le tasse sono un argomento molto importante nell’analisi del sistema denaro, sia in atto che potenziale.