chi comanda? sono invisibili

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chi comanda?

qualcuno c’è, si vedono gli effetti, loro sono invisibili

Omero, Iliade, Libro II, versi 204-205 : Odisseo ferma i soldati achei in assemblea che si stanno sbandando e stanno per ritirare la fiducia ad Agamennone per fuggire dicendo: “No, non è un bene il comando di molti; uno sia il capo, uno il re“, poi prende lo scettro e colpisce violentemente la schiena di Tersite che continuava a criticare il re a capo della coalizione, in quel momento silenzioso in un angolo.

Chi comanda dunque? carisma o ruolo? anche nel ruolo di re o di tiranno il confine tra re e oligarchi della sua cerchia ristretta potrebbe essere fluido.

Sappiamo che invisibili, comandano, conosciamo gli effetti pazzeschi e crudeli del loro comandare, sappiamo che sono in cima ad una piramide come si può rappresentare la gerarchia del potere. anche se non conosciamo con esattezza chi sono può bastare.

come comanda chi comanda

Come comanda chi comanda lo possiamo intuire, con la necessaria prudenza.

Soldi, corruzione, omicidi, li abbiamo tutti sotto gli occhi tutti i giorni, ma c’è dell’altro che non vediamo, la cosa più importante, il controllo della moneta.

Gli invisibili possono contare su un istinto che attrae come e più di sesso e denaro, il potere.

Un principio di autorità che per la moltitudine guida il mondo, sia con segno positivo che con segno negativo modella l’aspetto che visto dal di fuori hanno le società umane.

Segno positivo: alcuni sono spinti da questo istinto a seguire e venerare un’autorità sopra di loro, non importa chi siano, conosciuti o no, in qualsiasi posto si trovino. Segno negativo uno: sottomissione, servitù, “perché lo dice l’autorità” Segno negativo due, più difficile da cogliere: ci sono anche i ribelli, personaggi che sono spinti a ribellarsi dai propri demoni, combattono qualsiasi avversario o amico che a loro sembra un nemico. In fondo cercano il potere.

Sono paesaggi della stessa parte nascosta della luna che sta dentro gli esseri umani

opinioni deboli e meno deboli

Dappertutto sui giornali, sui media, tv ma anche al bar, negli uffici, per strada ci sono schiere di opinionisti.

Francesco Guicciardini l’altro grande storico e politico del Rinascimento insieme a Macchiavelli, nel Ricordo n.163 della sua raccolta dice: “Quanti dicono bene, che non sanno fare! Quanti in sulle panche e sulle piazze paiono uomini eccellenti che adoperati riescono ombre!“

Il Macchia rincara la dose: “sanno tutto ma questo è tutto quello che sanno” si riferiva ai tuttologi della gente comune come li chiamerebbero oggi, il popolo minuto come lo chiamava lui, “sulle panche” davanti alle osterie o nelle piazze.

Purtroppo questi tuttologi non stanno solo nella gente poco intellettuale ma anche in modo preponderante tra quelli che l’intelletto lo usano, quelli che dovrebbero essere intellettuali anche per professione.

Salvo eccezioni tanti opinionisti ci provano come se tirassero bendati ad un bersaglio di cui hanno solo sentito parlare, ma le loro opinioni escono come flebili vagiti..

Tutti hanno opinioni, non ho mai incontrato nessuno che non abbia la sua su qualsiasi argomento. in genere sono leggere, deboli, ma non tutte sono dello stesso peso, alcune sono collegate chiaramente a fatti, a documenti, a osservazioni riconosciute e riconoscibili dalla gente onesta e ragionevole. Chi le esprime avrà cura di mostrare quali sono le nozioni e le connessioni che lui ha usato per formarle.

Servitù volontaria

Etienne de la Boétie va ascritto tra i grandi filosofi del tardo Rinascimento, un periodo storico alla base della modernità che ancora viviamo, anche se oggi pare al suo declino. L’irruzione della avanzata tecnologia informatica, con la apparizione sulla scena del mondo dei frutti più avanzati dell’intelligenza artificiale, ci sta preparando ad una nuova era della storia dell’umanità, sempre che uno spaventoso istinto di morte non la faccia finire qui.

Il Discorso sulla servitù volontaria volontaria, il libro di Etienne fu contrasto, ignorato ed escluso dalla cultura ufficiale fin da subito e dimenticato quasi fino ad oggi, proprio come Giordano Bruno, mandato al rogo, o in altri campi dello scibile Caravaggio, proprio come John Florio, l’autore di Shakespeare, io citerei anche il padre Michelangelo che aveva dovuto fuggire dall’inquisizione italiana fino ad arrivare a Londra al tempo dell’esplosione del fenomeno del teatro popolare.

Perché il Discorso è stato combattuto da subito? In quel libro appare un’idea nuova, potente, potenzialmente rivoluzionaria, quella della servitù volontaria Contiene molta analisi sul potere assoluto quello in cima alla piramide, una immagine per la prima volta usata nel libro.

Gli antichi erano arrivati agli oligarchi, degenerazione degli aristocratici, alla timocrazia, degenerazione del potere degli oligarchi. Timocrazia vuol dire dominare in base alla quantità di ricchezza posseduta

Ne parla Platone nel libro VIII della “Repubblica”. Le ricchezze creano invidie, contrasti, divisioni che portano alla dissoluzione del potere. La caduta degli oligarchi aprirà la strada alla democrazia cioè, per Platone, la fine della polis, oggi sarebbe la fine dello stato.

Le sue parole: “È difficile che venga sovvertita una città così costituita, ma poiché per ogni cosa che è nata vi è distruzione, neppure una simile costruzione resisterà per tutta la durata del tempo, ma si dissolverà“1

Etienne è concentrato sul tiranno come simbolo del potere assoluto, distante, nemico, ma nella sua analisi il tiranno non controlla il popolo da solo, si serve di una rete gerarchica: cinque o sei complici vicini mantengono il potere, questi sei ne controllano seicento, i seicento ne controllano seimila. Una piramide.

Ciascun livello sfrutta quello inferiore, questo rende tutti complici, ha un effetto di coesione potentissimo. Tutti i coinvolti nella piramide del potere trovano un tornaconto nell’obbedire a chi sta in cima .

Il tornaconto non è sempre concreto, qualche volta è solo una vaga speranza. Pura vigliaccheria ma anche un vantaggio, una ricompensa per la natura che ama se stessa, a prescindere da tutti e da tutto. Più tardi nella storia sarà chiamata narcisistica.

potere della propaganda

Orwell con 1984 ha scritto un manuale sul potere in particolare analizza come il potere assoluto manipola la mente umana, tramite i suoi ministeri annulla la verità oggettiva e la ri pete ossessivamente con tutti i mezzi di informazione. Nel libro grandi televisori dappertutto, oggi molto più sofisticati e numerosi. cancellare l’essenza stessa dell’umanità 

“Chi controlla il passato controlla il futuro: chi controlla il presente controlla il passato”

Il Partito (il Socing) manipoli la storia. Se la memoria collettiva viene alterata, la verità oggettiva smette di esistere.

La distruzione del linguaggio

Orwell la chiama la neolingua. Riducendo il numero delle parole a disposizione dei cittadini, il Partito punta a rendere impossibile il pensiero critico. Senza le parole per esprimere concetti come “libertà” o “ribellione” il partito combatte l’opposizione politica.

Lo slogan del partito nella neolingua, rimasto famoso “la guerra è pace, la schiavitù è libertà,

Il Grande Fratello con il potere senza opposizione, per mezzo dello “psicoreato” arriva a perseguire direttamente i pensieri della gente. 

I due protagonisti che provano a essere umani sono Julia e Winston. Si innamorano e hanno una relazione intensa nascondendosi. Qui cominciano i tradimenti: un finto amico di Winston funzionario statale come lui, O’Brien viene a sapere di loro e li fa arrestare. Cominciano le torture, sono portati nel “ministero dell’amore” vengono costretti a riprogrammarsi fino ad ammettere “2+2 = 5 fino a essere portati nella stanza 101.

Qui Orwell segue soprattutto Winston in quella stanza i prigionieri per essere definitivamente vinti sono messi a contatto con le loro paure, quella è l’arma definitiva. Nel caso di Winston si tratta della paura dei topi. Alla fine sia lui che Julia finiscono per urlare: “bastaaa, fatelo a lui...”

Dopo vengono rilasciati si incontrano per caso in un parco, entrambi abbassano gli occhi, l’incontro è gelido, tra loro tutto finito, il partito ha vinto. Winston va a ubriacarsi con pessimo gin, il libro finisce con lui che dice “amo il Grande Fratello“.

sono governanti non politici

Oggi è chiaro, a tutte le teste pensanti, intendo quelli a cui resta un pensiero critico, che quelli che comandano sono invisibili e sono al di sopra di quelli che i popoli, sapientemente indottrinati, chiamano politici.

Sono governanti, non politici come immaginano tanti, gente comune troppo impegnata nelle proprie faccende, tasse, mutui, burocrazia asfissiante, tutto un programma riservato per loro dagli usurai della grande finanza.

i politici intesi come quelli che stanno nel parlamento o da quelle parti lì dovrebbero essere quelli che comandano, in realtà le decisioni davvero importanti non passano da loro, se stiamo attenti ce lo dicono loro stessi.

I politici, come i governatori dei reami di una volta, semplicemente eseguono. Al massimo si occupano di dettagli, tipo ogni tanto cambiare il codice della strada. Si occupano anche di alzarsi periodicamente lo stipendio, di darsi vitalizi, di dare a se stessi tanti benefici tipo non pagare i biglietti di treni e aerei, tipo pagare un pranzo sontuoso nei palazzi dove lavorano come un caffé o quasi, e di tanti altri sfacciati privilegi, rispetto alla gente comune,  che a elencarli tutti non basterebbe un giorno. Glie lo lasciano fare.

forme di strane associazioni

Non abbiamo neppure un nome per nominare il piccolissimo gruppo di persone che comanda il mondo. Oligarchia globale? le elite? i padroni universali come diceva Giulietto Chiesa? i british invisibles come li chiamavano quando erano in Inghilterra? Ora chissà dove sono, Chomsky dice nella west coast americana.

Chiunque siano hanno fatto un capolavoro. Almeno a partire dalla fondazione della gran loggia di Londra, nel 1717, quando hanno consolidato. l’uso di riunirsi in associazioni segrete.

Le eterie, le gentes, le sette, gli ordini, i club, le oligarchie ci sono sempre stati come il potere vero sempre si è riunito in quei posti. Il potere pubblico poteva essere quello dei comuni, delle signorie, dei reami, delle repubbliche ma chi lo occupava e lo occupa tuttora proveniva e proviene da altri luoghi nascosti agli occhi dei più.

l’arma del debito

Chi da secoli comanda vuole abolire oggi, nei tempi della iper tecnologia, il denaro ma non ci pensa nemmeno ad abolire la loro arma micidiale, il debito. Questo è il potere. chi ce l’ha lo vuole tenere.

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