Disinformazione storica

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Nathan Rothschild: Chi possiede l’informazione possiede il mondo. Io aggiungo: chi possiede l’informazione possiede il linguaggio con cui parla la gente.

Corollario: chi usa il linguaggio senza conoscere le fonti del significato che gli attribuisce è servo, di più, è schiavo di chi possiede il linguaggio.

Rothschild: abbiamo cominciato con un nome che diventa sempre più conosciuto, sempre più associato ad un concetto di alta finanza tra il popolo per il vero ancora molto confuso.

Tra l’altro questa ve la porto, amici che mi seguite, a testimonianza che il linguaggio con i suoi significati non non smette mai neppure per un momento di evolversi. 

C’è molto di più di più nel significato che deve essere diffuso, legato ai soldi, alla loro redistribuzione. Quisquilie? eppure i soldi, quanti ne avete in tasca, quanti ne girano intorno a voi, decidono del vostro stile di vita. Non dico che decidono della vostra vita in tutto, non è vero. Anche il più semplice degli esseri umani ha un’altra vita interiore. A guardarla da vicino, avendone il talento, ci si potrebbe scrivere un libro se non due. Ma qui non mi dilungo, andiamo subito all’argomento di questo articolo, denaro, alta finanza, prestito, storia,

informazione e linguaggio  

Nella terza pagina, sezione di servizio troverete l’indirizzo per andare al lavoro di Nova Lectio del bravo Simone Guida con altri collaboratori aggiunti col tempo su come e da chi è stata finanziata l’unità d’Italia.

Video del 2020, sfuggito anche a me che pure ho studiato questa storia da varie fonti. Vuol dire che la maggioranza delle persone impegnate in tutt’altro genere di problemi di questo argomento, per non parlare di questo video, non ne ha mai sentito parlare. Solo ora questi concetti cominciano a farsi largo, prove se ce ne fosse bisogno che l’evoluzione del linguaggio e della coscienza collettiva è cosa lenta, molto lenta. Ricordatevelo, amici, quando vi viene da parlare del che fare e vi scoraggiate, tra l’altro diffondendo intorno a voi un senso di impotenza molto dannoso.

Battaglia di Solferino. 24 giugno 1859. quella vinta dai francesi mentre i piemontesi a San Martino erano stati ancora una volta fermati nonostante il volteggiare di sciabola nell’aria del re del Piemonte che a suo dire si divertiva un sacco, nel mezzo delle battaglie, neanche a dirlo con la sua guardia davanti e intorno a lui. Per la politica non era portato, lasciava fare a Cavour finché non è stato tolto di mezzo, per il resto si affidava ai compagni massoni di più alto livello. Con i loro maneggi gli hanno portato, a Teano, un intero regno,  con tutti i tesori, banconote e oro che erano prima nelle casse dei vari staterelli vigenti nella penisola. Lo hanno chiamato Italia unita.

Questo atto di ‘generosità’ non è stato gratis non è difficile da capire.

Qui saltiamo i dettagli che piacciono ai dilettanti di storie militari più della storia più importante che ci sia, quella del denaro, purtroppo.

Ricordo solo che a quella battaglia ha assistito come spettatore un imprenditore svizzero Henry Dunant inventore della Croce Rossa. Era arrivato a Solferino per incontrare l’Imperatore di Francia. A quel tempo si usava così, la gente andava ad assistere alle battaglie e anche lui ne ha approfittato.

Non doveva essere un gran bello spettacolo, sangue, gente che moriva a mucchi urlando, soldati dilaniati dalle palle, i feriti lasciati a terra ad agonizzare e lo spettacolo dopo la battaglia doveva essere ancora più pulp, splatter.

Chissà perché gli anglosassoni hanno così tante parole colorite, efficaci, per descrivere quello che doveva essere il campo di una battaglia di allora, evidentemente trovano divertenti le scene che descrivono tanto da metterle ripetutamente nei loro film..

Per noi di buone letture ne ha parlato da par suo, con grande vivezza cioè, Lev Tolstoj. Una per tutte la scena del principe Andrej Bolkonskij ferito dopo la battaglia di Borodino, anche quella descritta ‘dal di dentro’ in modo indimenticabile. Morirà? più avanti nel racconto andranno a cercarlo e lo troveranno presso una famiglia di contadini che lo aveva per il momento, con i loro poveri mezzi, salvato.

Implicitamente ci dice cosa succedeva nei campi di battaglia come a Solferino, dopo che la battaglia era conclusa e gli eserciti se ne andavano lasciando lì tutti quelli che non potevano muoversi, prima dell’invenzione della Croce Rossa. 

Chiunque sia stato Dunant lo ringraziamo, si è meritato il suo posto, piccolo o grande che sia, nella storia.

Torniamo alla grande finanza, a come e da chi è stata pagata l’unificazione, ai Rothschild e all’informazione o meglio alla disinformazione storica con la corruzione del linguaggio e delle coscienze che si porta dietro. Parole come indipendenza valgono qui in Italia tanto come niente.

Cavour, i Rothschild e l’unità d’Italia

Cavour di fatto era francese, la sua lingua madre era francese, voleva modernizzare il paese sul modello della Francia a quel tempo vista come il paese più avanzato d’Europa, di sicuro il più popoloso.

Cavour si dava tanto da fare, di fatto era il vero reggente dello stato sabaudo, quando qualcosa non gli andava entrava nello studio del re e gli rovesciava la scrivania (episodio famoso). Cavour spendeva molto, a debito, e per ripagare i debiti faceva altro debito Sembra che non volesse legarsi troppo ai Rothschild ma quelli se la legavano al dito, avevano lo stato inglese nelle loro mani. Quando si sono resi conto che era incontrollabile (vi ricorda Enrico Mattei amici?) si sono messi al lavoro con una loro agente, Bianca Ronzani, questa l’ipotesi più complottista. Di fatto quel poco che si sa è che era stata l’amante del re Vittorio Emanuele e Cavour la va a trovare il 29 maggio alla sua villa per una pausa dal lavoro. Probabilmente era una sua amante, probabilmente dava sollievo allo statista in lite con il re. In aprile c’era stato quel famoso scontro che ho citato. Per quel che si sa quando è entrato stava bene di sicuro Cavour torna a casa la sera e si mette a vomitare. Di sicuro quelli non sono i sintomi della malaria che i libri scolastici danno come causa della morte.Della cura a base di salassi, per finire con pozione di lauroceraso, molto tossico, in pratica anche se non in purezza del cianuro. Per approfondimenti metterò appena posso tutti i riferimenti a libri e documenti.

 1852 Credit Immobilier apre in Italia, c’era da finanziare la prima rivoluzione industriale anche in Italia  in pieno svolgimento. C’erano da fare tanti soldi.

Questi erano francesi, si sentivano nel primo stato di Europa i prussiani con Sedan erano ancora di là da venire. I Rothschild invece erano e sono apolidi, c’erano già in Italia dal 1815 quando Amschel Mayer il loro progenitore aveva piazzato i figli a fare banche per finanziare i governi in giro per il mondo avanzato di allora, uno a Vienna, uno a Francoforte (che caso che oggi ci sia là la BCE..), uno in Inghilterra, uno in Francia e uno, Carl Mayer, nel regno di Napoli.

Questa potrebbe essere per voi una sorpresa, visti i pregiudizi sul sud che ci sono stati inculcati fin dalla nascita, ma il Regno Di Napoli non aveva debito pubblico, per questo hanno pianificato di abbatterlo, e aveva una riserva d’oro pari ai due terzi di tutto l’oro esistente in Italia. la seconda più grande d’Europa. In Piemonte a parte i contatti massonici e l’intraprendenza di Cavour le riserve erano praticamente a zero.

Nelle grandi borse Parigi e Londra in primis, dove si trovavano allora come oggi i grandi soldi con cui si finanziavano le grandi opere (ferrovie, il canale di Suez ecc..)  girava la voce che il granducato di Toscana, Sicilia, Parma e Bologna  fossero terra dei Rothschild.

Simone qui usa un termine poco usato, daneistocrazia. Nel caso vi sembrasse nuovo vuole dire usurocrazia, viene al solito da una parola greca δάνεισμα daneisma, prestito, da cui δανειστής prestatore Che sappia io lo ha usato, e per un breve periodo introdotto nell’uso degli intellettuali, il poeta Ezra Pound che in un’epoca in cui gli usurai non si potevano neppure nominare per questo ha pagato un prezzo elevato.

Oggi come una crepa in una diga l’acqua sta sempre più tracimando fino a distruggerla, per cui amici, ragionevolmente io e voi possiamo parlare con più fiducia della moneta. Spero di aiutarvi a studiarla. 

Il buco dunque era grande, gli usurai erano pronti in agguato. Ci voleva una guerra. Lo dico io? no, lo ha detto tra gli altri anche un certo deputato del regno Carlo Boggio nel 1859 in parlamento dove dichiara testuale: ‘il Piemonte deve dichiarare guerra al regno di Napoli (in realtà mai dichiarata, il lavoro lo hanno fatto i cosiddetti mille di Garibaldi) a causa del rischio di default non possiamo permetterci indugi, la mancata entrata in guerra significherebbe la bancarotta’

Il Piemonte era povero, faceva guerre con l’Austria che non si poteva permettere, oltretutto con scarsissima perizia militare, le perdeva e poi doveva pagare anche i danni di guerra, ad esempio 75 milioni di allora pagati all’Austro ungarico impero dopo la prima guerra d’indipendenza del 1849. Era la preda perfetta.

analogie con il tempo presente

Lo schema non è cambiato nei secoli, fino a oggi, tempo del FMI Fondo monetario Internazionale è sempre quello, facciamoli indebitare poi prosciugheremo tutte le ricchezze che con quei soldi avranno creato. Come? compreranno le armi per le guerre che li spingeremo a fare da noi, dalle nostre imprese, quelle dove abbiamo i nostri uomini e azioni in maggioranza, come le medicine e tutto il resto di grande valore aggiunto sempre da noi.

Su questo si è soffermato anche Simone Guida nel suo video di Nova Lectio min. 15 e seguenti. Riproduco qui i suoi spunti,  aggiungo e chiarisco .

Cavour non era uno stupido, per cominciare la guerra del 1860 contro l’Austria aveva bisogno di un motivo per il pubblico come oggi le Torri Gemelle per distruggere l’Iraq che voleva vendere il suo petrolio da sè, come il 7 ottobre quando i sionisti con quel pretesto decidono di avviare la soluzione finale per i palestinesi, come andando indietro nella storia l’incidente de tutto inventato del golfo del Tonchino, come per andare indietro il Lusitania per permettere agli usa controllati dalla grande finanza di entrare nella prima guerra mondiale, come .. ecc.. Appena posso ci scrivo un articolo.

Il motivo era, neanche a dirlo, la nobile guerra di indipendenza i cui canti riempiono ancora oggi tutti i libri di storia per le scuole e degli storici conformisti, quindi, finanziata allora come oggi, è partita la campagna di propaganda su tutti i giornali e libri. Bisognava creare un’aura di guerra di liberazione.

Nessuno sapeva neanche allora che di indipendenza non ce ne era e che il re con tutto il governo dipendevano dagli interessi della grande finanza. Guarda tu.. proprio come oggi.

Quante somiglianze con le guerre di oggi! quante volte hanno fatto guerre di conquista gli Usa per ‘portare la democrazia’ quante la Francia e l’Inghilterra per guerre ‘umanitarie’.. Vedi per esempio la guerra in Libia, in Jugoslavia, per tralasciarne tante altre, fino ad arrivare al pezzo grosso di oggi, l’attacco dell’occidente alla Russia per interposta Ucraina.

Torniamo alle guerre di indipendenza: I moti popolari? una testimonianza diretta: Filippo Carletti era un funzionario del Regno di Sardegna, ha lasciato resoconti inequivocabili, ci dicono che i moti erano ‘rivoluzioni fomentate con i soldi di stranieri’. Gli stranieri a cui alludeva erano i Piemontesi che a loro volta erano finanziati dai Rothschild e altri banchieri. Questi, allo stesso modo controllavano lo stato inglese che materialmente agiva sul campo.

Ci sono atti ufficiali della municipalità fiorentina in cui, durante le sommosse del 1859, gli uomini di Carletti dichiarano di essere stati pagati direttamente dall’ambasciatore piemontese.

Nino Bixio, lo conoscete tutti, nei suoi diari scrive: .. emissari di Cavour percorrono la Sicilia e comprano a peso d’oro funzionari e le persone più influenti dello stato borbonico.. metà della marina regia è dalla nostra parte.

C’è dell’altro. Senza unificazione monetaria non si sarebbe potuta perfezionare la conquista, Simone sfiora l’argomento io voglio precisarlo meglio. Unificazione monetaria: vi ricorda qualcosa a proposito dell’introduzione dell’euro?

Nel regno dei Borboni c’erano i ducati, i Piemontesi portano le loro lire. Il banco delle due Sicilie era l’unico istituto che poteva emettere moneta, una specie di banca centrale di oggi. Denaro significa nuovo credito per le aziende. Dopo la conquista arriva il divieto di ritirare dalla circolazione le monete d’oro e d’argento  (e cambiarle con nuova moneta) perché? perché le riserve d’oro che dovevano garantire i crediti della nuova moneta al sud erano svanite. A pensar male si fa peccato ma dopo la guerra le casse del regno del Piemonte erano vuote e c’erano tanti interessi da pagare..

Banco di Napoli, giunto quasi fino ai giorni nostri giorni, è un’altra storia. Non faccio qui una storia dettagliata dell’economia di quel periodo in quell’area economica, solo alcuni spunti, dico solo che non è stato cancellato anzi si è sviluppato, solo con nuovi amministratori e soci. Indovinate voi da dove venivano.

In Piemonte c’è un fiorire di nuove banche, devono gestire le commesse provenienti dal sud. Vi voglio ricordare, per capire meglio la situazione, la vicenda del banchiere e faccendiere Carlo Bombrini, amico di Cavour. Nel 1853 (c’era ancora il Regno di Napoli) fonda con Rubattino, un altro del giro degli amici di Cavour, la Ansaldo. Dopo pochi anni finisce in crisi, ormai in fallimento.  Le cause? la siderurgia del regno di Napoli era una concorrenza troppo forte, molto più avanti.

Dopo il 1861 sono chiusi gli stabilimenti di Pietrarsa, quartiere di Napoli, fino a che nel 1875 viene chiusa definitivamente. L’Ansaldo magicamente si rivitalizza. In quel quartiere resta a ricordo un museo nazionale ferroviario, a quello serviva la siderurgia soprattutto in quell’epoca. Stesso destino per le fabbriche di Castelnuovo, la Real Fabbrica d’armi di Torre Annunzia, poi le ferriere di Atinia, ecc.. ripeto non voglio fare una dettagliata storia economica ma credo che abbiate capito.  

Vi consiglio di ascoltarlo amici, come ascoltare o leggere chi di buon livello, non con affermazioni vuote, parla di questi argomenti, soprattutto tu Gian Piero che non ti fidi mai e vuoi dati sempre più precisi. I dati più significativi qui ve li ho messi e sviluppati. Inoltre qui vorrei trasmettervi una visione d’insieme oltre i dettagli che potrebbero distrarre.

Se avete ancora dubbi sulle affermazioni ci penserete voi a chiarirli con onestà intellettuale, come ho fatto e faccio sempre io. 

Presto, appena sarò pronta, dalla parte dedicata ai commenti potremo con qualcuno di voi avere dialoghi, come fossimo ad un convivio, amici.

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