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Governo del popolo

governo di popolo significa che al potere ci sono 6 priori.. A.Barbero (Firenze Italia nel XII secolo) .. e durano due mesi poi sostituiti da altri aggiungo io.

Nella storia ci sono stati pochissimi esempi che si avvicinano all’ideale che è racchiuso nella parola democrazia. Uno è quel momento magico vissuto con la nascita dei comuni in Italia. La mia aggiunta si riferisce all’estrema fragilità di quell’esperimento per una volta tanto di autentica democrazia come potere del popolo. Studiatelo amici, guardate il video di Alessandro Barbero, uno storico di chiarezza e onestà eccezionale.

‘se votare servisse a qualcosa non ci farebbero votare’ ha detto Mark Twain due secoli fa quando l’esaltazione per una supposta terra della democrazia era all’apice trascinando mezzo mondo con la nascente propaganda moderna. Qualcuno, un’intelligenza molto lucida, si accorgeva dell’ipocrisia enorme.

Democrazia dunque vuol dire potere del popolo. Ai tempi in cui è nata la democrazia il popolo non era quello di oggi. Demo nell’antica Grecia si riferiva alla più piccola unità amministrativa della polis, la città stato,  come un comune o una frazione di oggi se era fuori Atene o un quartiere. Come oggi avevano una propria identità e organizzazione, i loro rappresentanti erano dentro la classe dirigente della polis ma il potere vero allora come oggi non era in quei rappresentanti, la prova? Due famiglie, Alcmeonidi e Pisistrati, tipo i Rothschild o i Rockefeller di oggi, per almeno tre secoli hanno messo loro rappresentanti nei posti chiave del potere.

Se cercate in storia vi metto a pagina tre un’appendice su quello che possiamo conoscere di queste oligarchie che in gran parte hanno fatto la politica della Atene classica che amiamo, una lectio magistralis di Luiano Canfora. Qui qualche pennellata per introdurre gli argomenti.

Democrazia? impossibile

In democrazia pare che si possa prendere il potere con la forza dei numeri dei votanti. Oggi più che mai è evidente che non è così. Non è mai stato così neppure ai tempi della mitica democrazia degli antichi greci. Intanto gli aventi diritto, i cittadini liberi, non le donne ricordiamolo, erano una piccola parte dell’intero popolo. Secondo: quelli che si radunavano ai piedi della Pnice la famosa collinetta a strapiombo .. beh.. andate a vedere in storia a pagina due o a pagina tre, quella delle fonti, per gustarvi alcune lezioni più dettagliate sulla storia della democrazia di Luciano Canfora, oppure per la logica, che non c’è, nel concetto di democrazia la lezione di Piergiorgio Odifreddi..  

Diciamo che la democrazia pare un ideale verso cui il branco umano tende, come fosse una reazione  per compensare l’oggettiva, istintiva sottomissione ai voleri di quelli che lo guidano. 

A prescindere se siano definibili dittature o reami (monarchie) o in qualche altro modo gli effetti della volontà e degli interessi della massa che sta sotto  qualche volta si fanno sentire mentre altre volte quelle stesse masse sono ignorate se non totalmente disprezzate, impoverite, umiliate.

Non è detto se non nelle favole che il demos, che noi traduciamo popolo, il potere lo possa esercitare con le elezioni. Il popolo, se per imperscrutabili motivi nasce una autorità, un capo che vibra in sintonia con la sua gente e viceversa, la sua gente vibra con lui, può avere un ruolo nelle decisioni politiche. Potrebbe essere questa democrazia?

Dittatura sempre male?

Un dittatore di questo tipo dovrebbe provenire come famiglia, come formazione, dal popolo. Chi non ricorda la figura di Cincinnato, come lo riporta Tito Livio.  Il divo Augusto ad esempio era un dittatore? Cesare era un dittatore? Eppure avevano l’appoggio di gran parte del popolo.

Le elezioni servono a poco, i potenti che fanno le leggi elettorali sanno bene come fare a manipolarle per loro vantaggio… in più con i media che possiedono fanno credere alla maggioranza che quelle leggi sono il bene se non il male minore per loro.

La più importante forza che sottomette le masse da secoli, in tutto il mondo, parte dalle masse stesse, con la loro docilità, .. e dal denaro.

Prendiamo il potere dello stato, oggi più che mai appare evidente che NON sta nelle mani di chi lo governa, piuttosto sta nelle mani di chi ha quantità immense di denaro ma soprattutto chi ha grandi misteriose influenze in un giro di relazioni che passa per sette, associazioni, club dove nessuno che non sia dei loro, temprato da da tutti i peggiori crimini e le peggiori schifezze che si fanno lì dentro,  può mette può mettere il becco.  

Se il popolo volesse guadagnare il potere per prima cosa dovrebbero togliere dalle mani degli attuali occupanti i servizi segreti poi allo stesso tempo il controllo sui mezzi di comunicazione quindi, dulcis in fundo, dovranno appropriarsi  della moneta. Non c’è stato senza conio di moneta. 

Che fare

Che fare, questo è un tema molto grande mai fino ad ora elaborato come si deve dalla comunità intellettuale sia di oggi che del passato, sia sincronica che diacronica, avrebbe detto De Saussure.

Personalmente penso che da qualche parte ci deve essere una via non violenta per arrivare al potere vero e liberarci degli oppressori che hanno occupato da secoli le posizioni dominanti ma se c’è ci vuole tempo. Questo non vuol dire fermarsi a poltrire aspettando.

Non smetterò mai di cercarla, chissà, magari anche voi vi aggiungerete, amici che mi leggete.  

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