Ancora sui perché dello sconosciuto
λάθε βιώσας (láthe biōsas Vivi nascosto) Questo ci dice Epicuro dovrebbe fare chi vuole cercare, chi vuole sapere, i filosofi insomma.
Il tema dello sconosciuto si intreccia con lo stare in disparte per dare al proprio lavoro la massima onesta possibile
late biosas
il tema valica ogni .. sul narcismo .. o modelli del genere
Narcisismo costituisce interesse anche quello.. come gli opinionisti o pseudo giornalisti (Roberto Quaglia li chiama oro fecali, al bar dicono producono merda e poi la mangiano)

Non ci sono mai stati nella storia, da quando si conosce la scrittura tanti libri, articoli, saggi, di questi tempi con civetteria da sudditi degli anglosassoni li chiamano papers. non ci sono mai stati tanti studiosi di ogni genere che pubblicano a getto continuo le loro fatiche, studi di economia, libri di ogni sorta di scienza, per non parlare di filosofia, saggi su tutti gli scenari immaginabili e anche su quelli neppure immaginabili, libri di geopolitica, di complotti nascosti, libri di storia o romanzi, ce ne è per tutti.
Rumore di fondo
C’è un grande rumore di fondo per chi volesse anche lui cimentarsi in qualcuna di queste nobili attività. Per avere speranze dovrebbe a mio modesto avviso estraniarsi, chiudere porte e finestre, spegnere il telefono senza farsi distrarre. Troppe opinioni, troppi esperti .. sarebbe meglio capire bene prima di buttarrsi a scrivere ma la voglia di esibirsi è troppa. C’è tanta carta stampata in giro che non si sa più che cosa involtolare, direbbe Gogol.
Chi non desidera che si parli di lui, è di sicuro un originale, uno che cerca l’Isola che non c’è di Edoardo Bennato. Pensa che si dia attenzione a quello che scrive, i contenuti, il senso, la competenza e l’estensione delle sue ricerche di tanti anni. Pensa: certe idee interessanti si faranno strada da sé, altrimenti resteranno come sono, lettera morta. Vuol dir che saranno meno interessanti? un’orchidea fiorisce nel profondo della giungla amazonica, per questo è meno orchidea? per questo emana meno profumo?
Le idee vivono
Su come le idee vivono, circolando e prendono forza nel tempo se sono buone ho scritto nella bozza del libro Economia, politica, umanità. lo metto qui. Vorrei mostrare i collegamenti tra i fatti che accadono nel mondo, quelli non scontati, spero che un dio dei filosofi mi mostri come arrivare ai distratti, ai troppo impegnati nelle faccende di tutti i giorni e con il suo aiuto trovare un linguaggio.. Insomma, mi propongo di dare una visione più in generale, senza essere sommerso dai dettagli. Se non cerchi l’impossibile non lo troverai ci ha lasciato Eraclito.
Per me il premio più grande sarebbe che anche uno solo dei lettori che capitano da queste parti se ne vada con nuove visioni, il significato etimologico di idee. Sono ambizioso? Qualcosa in me sta fluttuando in uno uno spazio e in un tempo che tante volte i filosofi, i letterati, gli artisti hanno occupato, insieme a tanti altri, matematici, scienziati, tecnici, artigiani, anche loro concepiscono la filosofia, la musica, l’arte. Nella vita pratica loro tendono ad appellarsi alla ragione e all’evidenza, ma questo è uno spazio dove la ragione non agisce in un modo tanto ingombrante.
Organismo sociale
Lo spazio di queste idee, come tante altre idee alla base di un sapere diffuso, assomiglia ad un vero e proprio organismo sociale, con tantissime cellule diverse che lo compongono, miliardi. Il posto dei filosofi in mezzo a quei miliardi è minimo ma c’è. Lo paragono alla cellula che si prende un posto nell’organismo come una cellula staminale, una cellula che possa far sviluppare le cellule specializzate,
Se avrò acceso una fiamma, io nel mio piccolo o qualcuno dei grandi nomi che ho evocato e continuerò a evocare, tocca a voi, i migliori dei lettori, alimentarla, in qualsiasi forma ciascuno per parte sua si sente esperto.
Una risposta
Ci si potrebbe sbizzarrire, avendo informazioni sufficienti, sul perché uno che scrive vuole restare sconosciuto. Gli analisti della psiche vanno a nozze su casi come questo. meglio non evocarli, potrebbero scatenarsi. Novanta su cento lo sconosciuto penserebbe ‘quello non sono io, quella è un’altra persona che non conosco’.