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Quante volte gli opinionisti, quelli fai da te e quelli che vanno in tv o sul web, usano la parola popolo… A cosa pensano, se pensano, quando lo fanno?

Lo stesso problema di significato si pone quando quegli stessi opinionisti dicono ‘noi’ o ‘loro’,  semplici pronomi personali come certe paole troppo grandi rispetto ai significati che possono avere. Io le chiamo parole contenitori.

Torniamo a popolo, quelli che lo nominano possono riferirsi a un gruppo piccolo o un grande, un gruppo fisicamente sul territorio o chissè quale aggregazione astratta, con in comune semplici affinità magari del tutto teoriche.  Se io dico che so, il popolo dei filosofi o  il popolo dei suonatori di chitarra voi mi capite, a prescindere da chi siano e in che nazione vivano.

Sono questioni umane.. Federico Faggin nelle sue elucubrazioni filosofiche estreme, anche se prendono l’avvio da una conoscenza diretta dell’informatica ingegnerizzata e non solo, anche da studi di raffinata matematica e teoria fisica quantistica, fa dell’umanità un unico campo quantico. Noi ne facciamo un concetto.  Non voglio addentrarmi qui, ci sono forze e leggi nella natura dell’infinitamente piccolo come nel grande che vanno oltre la più sfrenata immaginazione, Giampero. Solo ora si cominciano a osservare, per quanto sembrano controintuitive. Qualcosa di quel mondo quantico ci sussurra che siamo molto lontani, nonostante tutta la nostra tecnologia e scienza, dallo svelare il mistero dell’universo.

Un popolo, una nazione? se ci facciamo attenzione possiamo individuare tanti popoli tutti attorno a noi. Li chiamiamo gruppi. Ahimè spesso sono contrapposti e non si riconoscono, non capiscono di essere tutti all’interno dello stesso popolo, la nazione, di più, di un unico grande popolo sulla terra.

Mi ripeto, non sono i poteri forti  che comandano sul mondo che ci dividono, sono molto bravi ad approfittare delle divisioni che naturalmente si creano tra noi. Anche quelli di sopra sono un gruppo, non sono così diversi da noi, divisioni esistono anche tra loro, ne parlava già Platone “ Questa forma di governo, l’oligarchia, è rovinata da quel ripostiglio che ognuno ha pieno d’oro. Dapprima infatti trovano il modo di fare grosse spese e a tale scopo stravolgono le leggi, alle quali disobbediscono essi stessi e le loro donne. Poi rendono il popolo simile a loro, si spiano  invidiandosi l’un l’altro. Da allora in poi continuano ad arricchirsi e quanto più apprezzano il denaro, tanto più disprezzano la virtù.

Riassumendo,  sotto il sentimento prevalente è sottomissione sopra è l’arroganza, ubris la chiamavano i greci, ma a parte questo sono in qualche modo simili. Anche tra i sottomessi arriva alla prima occasione l’arroganza verso i più deboli e anche tra quelli sopra ogni tanto arriva un autentico umile empatico filantropo.

Quale sarebbe il fattore di divisione più potente? I soldi naturalmente. Chi ne ha appena per vivere, chi ha qualche privilegio tipo qualche appartamento o terreno da mettere a rendita, chi è ricco, per una eredità di una zia o per una azienda di famiglia che va bene, o per un posto da manager di qualche grande azienda. o per un posto da statale ai livelli alti sotto lo stato o che altro..  sono sempre in guerra, uno contro l’altro quelli con una posizione migliore a fare i grandiosi con quelli appena sotto, e quelli appena sotto a loro volta con quelli più in basso.. e quelli più in basso che in pubblico esibiscono una sottomissione, una vigliaccheria che non è neppure motivata da un vantaggio che potrebbero avere. Voi direte, ci sono differenze vistose, ma io dico quelle sono piccole differenze rispetto all’idea di uomo che è in noi,.

Metti i cani, taglie, razze così differenti eppure quando si vedono si riconoscono sempre come cani, lo stesso non si può dire per gli uomini, tanto più per questione di soldi.

Questi di cui vi ho parlato sono i piccoli soldi. Nel mondo dei grandi soldi qualcosa cambia, chi li detiene avrebbe tutto quello che vuole anche se si mettesse a buttarli dalla finestra fino alla fine dei loro giorni e per tante generazioni successive. Il potere divide, tutti vogliono comandare a loro modo come se fossero divini. Per quella gente l’avidità è sempre troppo grande perché possano rinunciare a qualcosa.. e dire che la moneta prende valore partendo dal basso…

 

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