I soldi prestati ad interesse tornano sempre nelle tasche di chi li ha prestati dopo averli creati dal nulla.. e questa di sicuro è arte finanziaria.
Soldi ad interesse
I soldi ad interesse non sono tutti uguali, ci sono quelli che si rimborsano e quelli che non si rimborsano mai. Dopo la Serenissima dai primi del 1600, quando aveva reso ai patrizi tutti i soldi prestati alla repubblica, non ci sono stai casi in cui il debito pubblico sia stato rimborsato per intero tranne uno.
Nel 1835 gli Stati Uniti con la presidenza di Andrew Jackson riuscirono a rimborsare completamente il debito pubblico al che le banche private smisero di finanziare l’economia produttiva e nel 1836, dopo una crisi indotta, si tornò ai prestiti di capitali privati.
Jackson non aveva neppure pensato di dotarsi di emissione di moneta propria, era rimasto all’antica avversione per la moneta cartacea, diffusa nel mondo dopo l’esperienza in Francia nel 1716 dello scozzese John Law. I tempi non erano maturi, Jackson aveva imposto per acquisti di beni pubblici, stoltamente, soltanto l’argento e l’oro mentre le banche private continuavano a stampare monete cartacee causando inflazione e nessuno o quasi chiedeva a loro il cambio con l’oro. Non era molto pratico di politica monetaria.
Questo periodo della storia della moneta andrebbe studiato con più attenzione.
I politici dei paesi sottoposti a un potere più grande, il potere della finanza privata, dopo essersi trovati in tasca una bella bustarella piena di soldi o in alternativa essersi trovati qualche avvertimento spacciato dalla propaganda come “pazzo isolato” che va con l’auto a tutta velocità contro i passanti accettano i prestiti dei privati.
Questo agire è del tutto simile agli avvertimenti mafiosi, tipo una testa di cavallo mozzata nel letto stile Il padrino.
Con tutti quei soldi che arrivano in chissà quali tasche corrotte le nazioni restano con molta meno identità di prima solo con tanto cemento, sempre meno alberi e natura, con tanti centri commerciali e tanta coca cola in più.
In compenso i popoli si trovano come per incanto legati a qualcuno che non hanno mai visto a cui sono obbligati a dare obbedienza dai loro governanti. Quello che di buono gli stati hanno costruito hanno tipo IRI o autostrade finisce nelle mani di questi padroni universali come li chiamava Giulietto Chiesa
L’IRI dell’Italia, prima che venisse regalato, era il settimo conglomerato industriale del mondo. Secondo l’acume degli economisti neo liberisti, i loro economisti, gli interessi sul debito pubblico dovrebbero aiutare l’economia. Ci sarebbe da ridere se non fosse che c’è da piangere, l’evidenza dei risultati ottenuti, per chi vuol vedere, è sotto gli occhi di tutti.
Impiego di soldi da interessi
La grande finanza ha anche un grande potere economico, tutti quei soldi che produce li spende, in piccola parte, in quelle aziende in cui, in persona dei suoi oligarchi multi miliardari, ha interessi, azioni o partecipazioni di vario tipo.
‘E’ il giro dei soldi bellezza’, si potrebbe dire parafrasando Citizen Kane quello del film che da noi è noto come Quarto potere. In quel caso si trattava della stampa, il quarto potere, e lui diceva ad un’anima candida sconvolta e disgustata dal marcio dentro la macchina dell’informazione ‘è la stampa, bellezza’.
Mutatis mutandis ... cambiano i fattori ma non cambia la corruzione.

Piani economici ad “arte”
Quei piani economici del FMI di cui sopra, sono modelli ideali partoriti da economisti brillanti nel capire i voleri del padrone, economisti riempiti di nozioni, formule matematiche e altro appreso meccanicamente in Università finanziate lascio a voi immaginare da chi.
Il risultato finisce sempre a far si che i grandissimi patrimoni crescono in modo inarrestabile.
Va bene che oggi i soldi sono numeri dentro i computer altrimenti, se fossero banconote o monete, tutto lo spazio del mondo intero non riuscirebbe a contenerli.
Il divario si amplia sempre di più, la classe media, che si era formata a partire dalla rivoluzione industriale dell’ottocento si riduce sempre più.
“ogni tanto bisogna separare gli stupidi dai propri soldi” ci ha lasciato con un impeto di sincerità John Kenneth Galbraith. Nella rete è attribuita a David Rockefeller che invece dice “Il mondo è pronto per raggiungere un governo mondiale. La sovranità sovranazionale di una élite intellettuale e di banchieri mondiali è sicuramente preferibile all’autodeterminazione nazionale praticata nei secoli passati.”
A ben vedere si tratta sempre di soldi e di arte finanziaria da affidare a qualcuno. Sempre trasferimento di ricchezza dal basso verso l’alto, dai molti, lavoratori produttivi, ai pochi, “intellettuali e banchieri”.
Basta non essere troppo disturbati da quel noioso intralcio per lo spensierato agire dell’essere umano in cerca di profitti che è la coscienza.
Le teorie economiche, lo abbiamo già detto, sono come tante altre teorie in tanti altri campi, modelli astratti. Per essere confermate devono superare l’esame della realtà e la realtà in questo caso è fatta da punti di vista.
Scarsità e male di vivere
Sentendo quello che si dice in giro dei soldi, se mancano, o sembra che manchino, sono reputati la causa di tutto questo male di vivere che c’è.
Quanti soldi ci sono in giro? La chiamano massa monetaria, se poi ci addentriamo visto che ci sono tanti tipi di moneta, biglietti e monete di contante (sono il 6 o 7 per cento del totale M1, poi c’è il resto che è moneta elettronica, per non parlare di varie masse monetarie che si possono considerare moneta, cioè mezzi per scambiare, comprare o vendere qualcosa che abbia un valore.
Ma qui vorrei, amici, farvi notare che la quantità di denaro in giro non è decisa dal cielo, c’è qualcuno che se ne occupa- Chi è? quello che la crea naturalmente. Come? dal nulla. Una volta, prima del 1971 abolizione ufficiale del cosiddetto gold standard ossia la convertibilità (ipotetica) in oro almeno una piccola riserva, detta riserva frazionaria, doveva pur esserci, oggi non c’è più nulla che abbia almeno la parvenza di un sottostante
Quando saremo più in confidenza potremo vedere che da quando c’è la moneta, dalla notte dei tempi, ci sono sempre stati dubbi sul sottostante ma ora non divaghiamo.
Una cosa molto importante da dire è che chi schiaccia il tasto sul computer per creare denaro dal nulla qui nel cosiddetto occidente, non è lo stato, sono personaggi privati, privatissimi. Una precisazione: quei personaggi privatissimi stanno nell’ombra, i tasti li fanno schiacciare da qualcuno dei loro servitori che hanno piazzato al comando delle banche centrali.
Interesse è la parola magica degli ultimi cinquemila anni della storia del denaro, cercheremo nel libro di capire con chiarezza e semplicità da dove viene il potere di chi controlla la moneta.. Appena creato il denaro produce un interesse, e quei privati lo contabilizzano subito, solo uaa piccola parte viene rilasciata per chi produce. creassero troppo per l’economia produttiva arriverebbe l’inflazione e questo toglierebbe un poco del valore al loro giocattolo dorato.
L’immensa violenza del potere che deriva dai grandi soldi finché non ci tocca direttamente ci lascia come dormienti eppure riguarda quasi tutta la nostra vita.
Crematistica
Non capiremo l’economia buona, quella che porta benessere alla gente produttiva finché non capiremo che non c’entra con la finanza, la crematistica di Aristotele, fare i soldi con i soldi, che è senza limiti, mentre la ricchezza della oikonomeia cioè l’economia produttiva, un limite ce l’ha.
Questa è una lezione che ci viene dagli antichi greci, checché ne dicano quelli che vivono impunemente di finanza anche se il loro narrare per i distratti potrebbe sembrare logico.
Resta un fatto facilmente comprensibile, non tutto dei grandi soldi va in finanza, se fossimo in un deserto anche se stampassimo montagne di soldi imoriremmo di fame e di sete.
Una parte dei capitali finanziari va per le grandi fabbriche, i grattacieli delle grandi città, gli aerei, le autostrade e purtroppo per le armi.
Non so se sia giusto, anzi lo so, non è giusto, ma i grandi soldi si trovano solo nel mondo delle banche e della grande finanza. In un mondo migliore dovrebbero essere nei forzieri delle collettività. Avremo mai uno stato non corrotto?

Il valore del denaro non viene deciso dagli scambi in borsa, lì viene deciso il valore degli scambi della gente comune. Nelle borse sono decisi i valori dei grandi soldi, ma quelli sono indici che variano secondo il potere che hanno alcuni personaggi misteriosi, quelli del denaro creato dal nulla.
Non è solo questione di lucrare gli interessi, è potere.